Doppia nascita al Bioparco di Roma: lo scorso 19 febbraio sono venuti alla luce due gemelli di tamarino imperatore, tra i primati più piccoli e particolari al mondo. A occuparsi di loro, giorno e notte, mamma Sissi e papà Franz, sotto lo sguardo curioso della sorella maggiore Sofi. I piccoli, di cui non è ancora possibile stabilire il sesso, stanno bene e crescono protetti dalle attenzioni dei genitori.
Una caratteristica che rende questa specie davvero speciale è proprio il ruolo del padre: nel tamarino imperatore, primate monogamo, entrambi i genitori collaborano nell’allevamento, ma è soprattutto il maschio a trasportare i cuccioli sulla schiena e a occuparsene tra una poppata e l’altra. A spiegarlo è Paola Palanza, presidente del Bioparco di Roma, etologa e professore ordinario presso l’Università di Parma.
Fiocco doppio al Bioparco di Roma: nati due tamarini imperatore
“La mamma sembra quasi ignorare i piccoli – spiega Paola Palanza - indaffarata a pulirsi e specialmente a mangiare: gravidanza e allattamento di due gemelli richiedono infatti un grande sforzo metabolico a un animale così piccolo e la mamma da sola non riuscirebbe ad allevarli. In questa specie è essenziale che il padre sia presente e si prenda cura dei neonati, che altrimenti non potrebbero sopravvivere”.
E aggiunge: “nei mammiferi la monogamia e le cure paterne sono molto rare, presenti in meno del 5% delle specie, incluso l’Uomo, e si sono evolute dove la cura di entrambi i genitori era essenziale per garantire la sopravvivenza dei piccoli. Quando esistono cure paterne, nel maschio si evolvono anche particolari meccanismi del cervello che favoriscono il legame con la partner e con i figli. In particolare, cambia la distribuzione dei recettori di ossitocina e vasopressina, spesso chiamati recettori dell’amore”.
I baffi alla Guglielmo II
Il tamarino imperatore deve il suo nome ai lunghi e vistosi baffi bianchi arditamente curvati verso l’alto, come era prerogativa un tempo delle altezze reali e imperiali. Guglielmo II, imperatore della Germania, sfoggiava baffi simili; per questo motivo alla specie venne dato per scherzo l’appellativo di “imperatore”, ma il nome piacque così tanto agli zoologi che divenne definitivo. Dal peso di circa mezzo chilo, appartiene alla grande famiglia dei Callitricidi (dal greco: “colui che ha una bella chioma”) che comprende 42 specie distribuite nelle foreste del nord ovest della Colombia, gravemente minacciate dalla deforestazione e dai cambiamenti climatici.