Due anni di carcere per Giuseppe Bidognetti, 23 anni, riconosciuto responsabile della truffa ai danni di Vera Burger, moglie di Enrico Vanzina. Il raggiro, messo in atto a marzo di quest’anno, fruttò al giovane denaro contante e gioielli per un valore di circa 150mila euro.
La sentenza
Il giudizio ha accertato la responsabilità dell’imputato per la truffa architettata con il copione del finto carabiniere. Bidognetti, descritto come seriale perché già autore in precedenza di un raggiro analogo, è stato condannato a due anni di reclusione. La vicenda ha suscitato attenzione anche per la vulnerabilità della vittima, ultraottantenne e in condizioni di fragilità.
Il raggiro messo in atto
A marzo la signora Burger si trovava nella propria abitazione insieme a un domestico quando ricevette una telefonata. All’altro capo della linea, Bidognetti si spacciava per un carabiniere e sosteneva che la targa duplicata della sua auto fosse stata utilizzata in una rapina. Dopo avere alimentato i timori della donna e aver allontanato con uno stratagemma il domestico, richiamò la vittima e, «riqualificandosi come il comandante di stazione dei carabinieri le comunicava che si sarebbe presentato presso la sua abitazione per farsi consegnare soldi e o gioielli, ingenerando il timore della stessa di essere coinvolta personalmente nella suddetta rapina».
In questo modo l’imputato riuscì a farsi consegnare gioielli e oggetti di pregio. La denuncia venne sporta solo dopo che la truffa era stata consumata.
L'arresto e i complici
Il giovane fu arrestato insieme a un complice, giudicato separatamente. L’inchiesta ha ricostruito le fasi dell’azione, confermando il modus operandi già utilizzato in precedenza. La condanna arriva a conclusione di un’indagine che ha messo in luce l’uso di tecniche ingannevoli mirate a colpire persone anziane e sole.