Roma mette al centro la memoria civile con la Festa della Resistenza, presentata in Campidoglio e pronta ad animare la città con un calendario diffuso. Per l’edizione di quest’anno sono previsti quattro giorni di appuntamenti, con un hub all’ex Mattatoio di Testaccio e iniziative in diversi luoghi del territorio, dove si terranno più di 80 incontri, dibattiti, conferenze e momenti musicali dedicati al rapporto tra Resistenza, Costituzione e democrazia. A illustrare lo spirito della rassegna è stato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a margine della presentazione ufficiale.
Le parole del sindaco
“è un'edizione molto ricca e bella. La nostra festa della Resistenza ormai è diventata una tradizione, con una partecipazione straordinaria e crescente dei cittadini: quest'anno sono quattro giorni, all'ex Mattatoio a Testaccio, ma non solo. Saranno quattro giorni in tanti luoghi della città, dove si terranno più di 80 incontri, dibattiti, conferenze, musica, riflessioni dedicate alla resistenza e al nesso tra la resistenza, la costituzione e la democrazia”.
“Per noi la resistenza all'antifascismo è una lotta di liberazione: non è stata solo il coraggio di chi si è battuto per contribuire a cacciare i nazisti e a sconfiggere i fascisti, ma è stato anche un momento e un movimento politico che ha concorso a rifondare la nostra democrazia su basi più solide, più larghe e a costruire quello straordinario modello di democrazia, con forti basi sociali, con una forte e rigorosa separazione dei poteri, con libertà sociali e civili che hanno consentito uno sviluppo straordinario al nostro Paese. Quindi - prosegue Gualtieri - proprio nell'anno in cui ricorre l'ottantesimo anniversario del referendum costituzionale e delle elezioni dell'assemblea costituente ci piaceva sottolineare tutto questo e anche ricordare il ruolo dei padri e delle madri costituenti, delle tante donne, molte anche partigiane che poi, nell'assemblea costituente, concorsero a rinnovare il nostro paese”.
Quattro giorni tra ex Mattatoio e città
La rassegna si consolida come appuntamento riconoscibile del calendario culturale capitolino, con una formula che valorizza sia una sede di riferimento, l’ex Mattatoio a Testaccio, sia una costellazione di spazi disseminati nei quartieri. L’impostazione diffusa, sottolineata dal primo cittadino, consente di estendere la partecipazione e di portare discussioni, musica e riflessioni in più punti di Roma, mantenendo vivo il dialogo con comunità e territori. Il carattere plurale del programma, che unisce incontri, dibattiti e conferenze a momenti artistici, invita a leggere la Resistenza non come eredità esclusivamente storica, ma come patrimonio condiviso, capace di parlare al presente.
La scelta di Testaccio, con il suo ex Mattatoio, si inserisce in una linea di continuità che accosta luoghi identitari della città a contenuti di alto valore civile. Il quartiere, da sempre crocevia di esperienze culturali e sociali, offre una cornice adatta a un’iniziativa che mira a essere inclusiva, accessibile e saldamente ancorata alla dimensione urbana. La distribuzione delle attività in “tanti luoghi della città”, come richiamato, intende moltiplicare le occasioni di incontro, intercettando pubblici diversi e favorendo una partecipazione ampia e consapevole.
Memoria civile, costituzione e democrazia
L’attenzione al “nesso tra la resistenza, la costituzione e la democrazia”, posta al cuore della manifestazione, offre una chiave di lettura che supera la sola commemorazione. La riflessione proposta collega l’impegno di chi si è battuto per la libertà al processo che ha dato vita alle nostre istituzioni, evidenziando come l’esperienza resistenziale abbia contribuito a fondare una democrazia con solide basi sociali e una rigorosa separazione dei poteri. In quest’ottica, la Festa della Resistenza si fa occasione di confronto pubblico su temi che riguardano i diritti, la cittadinanza e il ruolo della memoria nella vita democratica.
Particolare rilievo assume il richiamo all’ottantesimo anniversario del referendum costituzionale e delle elezioni dell’assemblea costituente. Il riferimento, esplicitato nelle dichiarazioni ufficiali, invita a ricordare il contributo dei padri e delle madri costituenti, comprese le molte donne, anche partigiane, che hanno rinnovato il Paese partecipando attivamente alla scrittura dell’assetto istituzionale. È un invito a ripercorrere quella stagione con sguardo informato e consapevole, valorizzando tanto la dimensione storica quanto il suo riflesso nell’attualità culturale e sociale.