È stata presentata in Campidoglio la IV edizione della “Festa della Resistenza, 1946-2026: alle nostre madri e ai nostri padri costituenti”, in programma a Roma dal 23 al 26 aprile. Una rassegna diffusa che mette al centro luoghi simbolo della città e una riflessione corale sulla nascita della Repubblica, con particolare attenzione al contributo femminile all’Assemblea Costituente.
Un’edizione dal forte respiro cittadino
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha definito l’edizione 2026 “particolarmente significativa, con un palinsesto ricchissimo”. Il cuore della manifestazione sarà l’ex Mattatoio di Testaccio, indicato dal primo cittadino come “l’ex mattatoio di Testaccio, un luogo bello e importante, sia per nostri interventi di rigenerazione urbana, sia perché il quartiere è stato molto importante per la resistenza romana”. Intorno a questo fulcro si muoverà un percorso culturale che abbraccia diversi quartieri della Capitale, valorizzando spazi pubblici e istituzioni culturali cittadine.
I luoghi coinvolti e la partecipazione degli intellettuali
Il programma toccherà sedi di riferimento come la Casa del Cinema, la Casa della Memoria e della Storia, il Palazzo delle Esposizioni, l’Archivio Storico Capitolino e il Nuovo Cinema Aquila. Secondo quanto illustrato dal sindaco, gli appuntamenti saranno “gratuiti e liberi, come proiezioni e approfondimenti che hanno visto il coinvolgimento di oltre 250 persone, che vanno da Ascanio Celestini, Corrado Augias, Luciana Castellina, Dacia Maraini, Roberto Saviano, giornalisti e intellettuali”. La dimensione corale della rassegna e l’apertura degli spazi intendono favorire un’ampia partecipazione dei cittadini, con un’offerta di contenuti che coniuga memoria, arte e approfondimento storico.
Il tributo alle madri costituenti
Un focus centrale del cartellone è dedicato alle donne dell’Assemblea Costituente. Il sindaco ha sottolineato l’impostazione tematica spiegando: “madri costituenti, alle donne dell’assemblea costituente: la festa di quest’anno vuole insistere sul nesso particolarmente fecondo e significativo fra resistenza, costituzione e Repubblica”. In quest’ottica, durante la manifestazione alcune aree saranno intitolate a figure chiave della storia repubblicana, tra cui Tina Anselmi, Adele Bei, Nilde Iotti, Lina Merlin, Teresa Noce, Piero Calamandrei e Sandro Pertini. Si tratta di un gesto simbolico che mira a rendere tangibile, anche nello spazio urbano di Roma, il lascito di chi ha contribuito alla stesura della Carta e alla costruzione della democrazia.
Una campagna visiva diffusa in città
In occasione dell’81mo anniversario della Liberazione, Roma Capitale ha annunciato una campagna di comunicazione che porterà nelle strade i volti di quattro protagoniste della Resistenza e della nascita della Repubblica. I manifesti, ispirati alla pop art e al linguaggio del fumetto, raffigureranno Lina Merlin, Maria Agamben, Nilde Iotti e Teresa Noce. L’operazione intende rendere immediato e riconoscibile il messaggio della rassegna, riattivando la memoria storica attraverso un’estetica accessibile e capace di dialogare con pubblici ampi.
Le parole del sindaco
Nel presentare il progetto, Gualtieri ha rimarcato la portata culturale e civile dell’iniziativa. Il riferimento a Testaccio, alla sua storia e all’opera di rigenerazione urbana in corso, si accompagna alla visione di una Festa della Resistenza aperta e inclusiva. Come ha ricordato il sindaco, il coinvolgimento di numerosi intellettuali e protagonisti del panorama culturale costituisce un tassello decisivo per un racconto plurale e documentato di quella stagione storica, capace di mettere in relazione resistenza, costituzione e Repubblica.
Il messaggio ai più giovani
Un’attenzione particolare è rivolta al pubblico giovanile. L’assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Massimiliano Smeriglio, ha sottolineato: “La Resistenza - afferma l’assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria Massimiliano Smeriglio - è stata una questione di giovani e giovanissime. A volte abbiamo l’immagine del vecchio partigiana che può portarci fuori strada. Volevamo per questo uscire da una comunicazione un po’ troppo istituzionale per incuriosire altre generazioni. Quest’anno ci aspettiamo 30mila presenze vista la crescita di questi anni: in queste quattro giornate ci concentreremo sulla Roma che ha combattuto e sofferto: perché noi vogliamo rendere omaggio a questa memoria indelebile, ma vogliamo ricordare anche gli 80 anni dall’inizio dei lavori della costituente”. Le parole di Smeriglio delineano la volontà di una programmazione capace di parlare al presente, rinnovando il dialogo tra memoria storica e lettura contemporanea.