Dopo il recente furto di fentanyl, il tema torna al centro del dibattito pubblico. La responsabile del Dipartimento per le politiche contro la droga e le dipendenze, Elisabetta Simeoni, ribadisce la linea di prevenzione e coordinamento, con un’attenzione che coinvolge anche Roma e il Lazio.
Allerta e coordinamento istituzionale
«Non siamo gli Usa con i suoi morti per overdose — fa sapere Elisabetta Simeoni, direttore del dipartimento delle politiche contro la droga e le dipendenze— ma anche la direzione centrale dei servizi antidroga che coordina il lavoro di polizia, carabinieri e guardia di finanza è allertata e pronta a intervenire come pure i carabinieri del Nas che dipendono dal ministero della Salute». L’azione, spiegano dal Dipartimento, si muove in stretto raccordo con Palazzo Chigi.
Strategia integrata e priorità dell’esecutivo
Secondo Simeoni, la risposta passa da un approccio “integrato” che unisce più fronti. «Occorrono informazione, monitoraggio, prevenzione e raccordo con le forze dell’ordine». La questione fentanyl, studiata a livello centrale, viene trattata come priorità per evitare che si trasformi in una vera emergenza sociale.
Il piano nazionale: prevenzione e controlli
L’impostazione è di sistema. «Vuole prevenire il fenomeno. Perciò abbiamo creato una sorta di cabina di regia che mette in rete tutti i ministeri. Abbiamo realizzato il piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e altri oppioidi sintetici. Crediamo davvero nello slogan “Insieme si può” lanciato dalla conferenza sulle dipendenze». Nella ripartizione dei compiti, «Ogni ministero fa la sua parte. Ad esempio quello alla Salute impegna le regioni e dunque i territori ad adottare misure di prevenzione. In prima battuta vi è un monitoraggio dei luoghi nei quali sono conservati questi farmaci».
Furti, mercato e vigilanza
Sui precedenti, Simeoni osserva: «Ce ne sono stati altri ma meno preoccupanti. Si sono rubati, fin qui, farmaci che andavano sotto il titolo generico di “costosi”. Per esempio antitumorali importanti. C’era anche questo, è vero, ma in forma minore. Mai fino a ora si era preso di mira il fentanyl da solo e mai in questa quantità». L’attenzione resta alta anche online: «Sì. Lo monitoriamo anche attraverso ricerche specifiche sul web». Quanto al valore delle fiale, «È un dato che non conosco ma certamente si tratta di cifre significative».
Diffusione delle sostanze e attenzione ai giovani
Il quadro di consumo, avverte la direttrice, è in evoluzione. «Il ricorso alle droghe è, purtroppo, sempre più diffuso e capillare». Un contesto diverso dagli Stati Uniti, «Con molte diversità. Lì non esiste la rete di strutture mediche che combattono pubblicamente la dipendenza». Sulle cause, «Certo. Gli esperti ci dicono che la vulnerabilità è più diffusa. Le persone vengono suddivise in due categorie, chi, invitato a non sperimentare un pericolo, si adegua. E chi si oppone. Se dico di non mettere le dita nella presa della corrente ho due reazioni differenti. Purtroppo il numero di chi infila le dita è sempre maggiore...». Attenzione anche alla cannabis: «Sì e prima di fare spallucce bisogna pensare che la cannabis non è più quella degli anni Sessanta. Si pensi ai ragazzini finiti all’ospedale poche settimane fa per un miele con cannabinoidi».