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Femminicidi, in piazza a Roma i familiari delle vittime per dire basta alla violenza di genere

Femminicidi, in piazza a Roma i familiari delle vittime per dire basta alla violenza di genere

un momento del sit-in (immagine profilo Facebook Emanuela Mari)

Storie di dolore portate in piazza dai familiari delle vittime per avere verità e giustizia. "Lacrime Furenti" il titolo della manifestazione che si è svolta oggi a Roma in piazza Santi Apostoli. Un sit-in di protesta contro i femminicidi, le violenze di genere, lo stalking, il bullismo e ogni forma di sopraffazione a cui hanno partecipato i cari delle vittime presenti nelle immagini portate dai parenti insieme a tanti girasole.

Femminicidi, in piazza a Roma i familiari delle vittime per dire basta alla violenza di genere

Dalla madre di Pamela Mastropietro, la giovane romana di 18 anni che fu brutalmente uccisa e trovata smembrata a Macerata il 30 gennaio 2018, al padre di Yana Malaiko, uccisa il 20 gennaio 2023; dalla madre di Alessandro Venturelli, che è scomparso da oltre cinque anni, a Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana che è scomparsa nel nulla il 22 giugno 1983.

Storie diverse ma unite da un dolore profondo per ciò che è accaduto a una persona cara e da un’insaziabile sete di verità e giustizia. Un presidio fatto di testimonianze e memoria condivisa, un momento di solidarietà e un appello collettivo per ottenere giustizia per coloro che non possono più parlare per se stessi.

Il presidio

L’evento è promosso dall'associazione You are not alone Odv (Y.a.n.a.) - nata dopo l’omicidio di Yana Malayko - e dall'associazione Pamela Mastropietro Odv - creata in memoria della 18enne romana - con la collaborazione del settimanale Giallo e di altre realtà associative italiane, tra le quali Unione nazionale vittime, Associazione per te, Associazione Salvamamme.

"Alle istituzioni chiediamo una collaborazione con noi per una tutela comune - sottolinea Alessandra Verni, la mamma di Pamela - C'è bisogno di tante cose, di tutela per le vittime e per i familiari, maggiore attenzione per le vittime". Oleksandr Malaiko, papà di Yana Malaiko, sottolinea: "Io sono qui con la speranza che questa manifestazione alzi un'onda nazionale che porti a un cambiamento. Io sono morto il 20 gennaio 2023 - il giorno in cui Yana fu assassinata - ma per ricordare mia figlia vorrei salvare vite. E se creiamo tutti insieme una forza per contrastare la violenza sono sicuro che possiamo cambiare la situazione".