Festival dell’Architettura di Roma nei quartieri: dal 19 al 27 settembre FAR26, promosso dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, entra negli spazi pubblici dei Municipio V e Municipio IV con installazioni, workshop, laboratori e momenti di confronto aperti e gratuiti. Dopo l’opening all’Esquilino, il Festival si diffonde tra piazze e strade per avvicinare progettisti e comunità, con il centro operativo alla Casa dell’Architettura.
Calendario e luoghi
FAR26 arriva a Centocelle il 19 e 20 settembre, tra piazza dei Mirti e le aree circostanti, e prosegue a Casal Bruciato dal 25 al 27 settembre, con fulcro in piazza Balsamo Crivelli e attività al Caffè Bruciato e a Villa Fassini. I due weekend nei quartieri anticipano il programma conclusivo del 2, 3 e 4 ottobre alla Casa dell’Architettura, in un percorso che intreccia cultura del progetto, spazio pubblico e dimensione urbana.
Installazioni e attività
A Centocelle, il 19 settembre alle 10.30, inaugurazione di MAMMAROMA, installazione del collettivo erratacorrige: una struttura reticolare che crea ombra e raffrescamento diurno, diventando di sera una lanterna urbana e schermo per la comunità. In programma talk, laboratori di modellazione e narrazione sonora, passeggiate fotografiche, live painting e la Mappa di Quartiere; in piazza dei Mirti presente il totem «Vespasiamo» dedicato al tema del bagno pubblico come servizio essenziale.
A Casal Bruciato, il 25 settembre alle 17, apertura di NODO APERTO, installazione di Nicola Auciello con AANT nata dall’ascolto degli abitanti per trasformare la piazza in spazio di convivenza. Tra le iniziative figurano il laboratorio «Nuovo Museo Urbano», la visita «A Casal Bruciato», il workshop per la «Mappa dei Desideri di Villa Fassini», l’«Assemblea di Facciata», proiezioni dell’Architecture Film Festival e, il 27, la cena di quartiere con associazioni, attività locali e cittadini.
Le voci del territorio
La direttrice FAR Alice Buzzone sottolinea la dimensione pubblica e partecipativa del progetto: «l’architettura intende uscire dai propri confini disciplinari e tornare nelle strade e nelle piazze, diventando nuovamente materia di dibattito, di confronto e anche di rivendicazione da parte dei cittadini: la rivendicazione di spazi migliori, più consapevoli e più inclusivi. In questo percorso bisogna considerare l’architetto come un alleato, una figura capace di mettersi in ascolto e di contribuire, insieme alle comunità, ad affrontare le sfide del presente».