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Famiglia morta a Pietralata: indagini su pistola e lettere d’addio

Famiglia morta a Pietralata: indagini su pistola e lettere d’addio

i carabinieri a Pietralata

Una strage familiare a Pietralata ha scosso Roma. Nella giornata di ieri i carabinieri hanno rinvenuto in un’abitazione di via dell’Antracite i corpi di due coniugi, Valentina Pambianco e Luca Abbasciano, e della loro figlia Bianca, 5 anni. Il ritrovamento è avvenuto non lontano da via dei Durantini e dalla stazione Tiburtina, in un vicolo che nel pomeriggio si è riempito di conoscenti e vicini in lacrime.

Il ritrovamento a Pietralata

Secondo i primi riscontri, il decesso risalirebbe alla fine della scorsa settimana. I fratelli di Abbasciano, tecnico informatico impiegato presso una società, non avendo più notizie hanno chiamato il 112. Nell’appartamento su due piani, oltre ai corpi, sono stati trovati il cane di famiglia Teo, ucciso con un colpo d’arma da fuoco, e una Glock regolarmente denunciata per la detenzione in casa.

Su un tavolo erano disposte una ventina di lettere d’addio. In una delle buste, indirizzata a un familiare, compariva la frase: «Pensa tu a papà». Secondo quanto riporta l'Ansa i biglietti scritti a mano dai genitori della bambina raccontano la sua condizione, il senso di isolamento vissuto dalla famiglia e le difficoltà quotidiane nell'assisterla. In sintesi «Da soli non ce la facciamo».

Le indagini in corso

I carabinieri del Reparto operativo e della compagnia Montesacro, con il pm di turno, hanno effettuato un sopralluogo prolungato. È in corso una perizia balistica per chiarire chi abbia sparato e restano disposte le autopsie. Gli accertamenti, a tutto campo, comprendono anche verifiche su eventuali difficoltà economiche e il possibile ascolto degli assistenti sociali del IV Municipio, già coinvolti nell’assistenza domiciliare.

Il contesto familiare e i servizi sociali

La bambina, nata prematura, era affetta da una patologia che richiedeva cure continue. La madre aveva lasciato il lavoro per accudirla. «Per far curare Bianca avevano tentato di tutto - raccontano i conoscenti della coppia -, avevano anche pensato di portarla da uno specialista in Messico».

Il presidente del IV Municipio, Massimiliano Umberti, conferma il supporto dei servizi: «Non li conoscevo personalmente, ma so che la bambina era una disabile grave e la famiglia era seguita dai nostri servizi sociali - conferma Massimiliano Umberti, presidente del IV Municipio -. Siamo sbigottiti per tutto quello che è successo, un dramma. Era una famiglia normale, persone perbene. C’era la disabilità della bimba che era un po’ difficile da accettare: la solitudine è il più grosso male che c’è oggi al mondo».