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Extra - Replica di Giovedì 13 Aprile 2023

Extra - Replica di Giovedì 13 Aprile 2023

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Non era mai successo da almeno 150 anni a questa parte che un orso uccidesse una persona come capitato ad Andrea Papi, il runner 26enne trovato morto lo scorso 6 aprile nei boschi del monte Peller, sopra l'abitato di Caldes, in Trentino. Secondo le statistiche ogni anno anche nel nostro paese si registrano decine di incontri ravvicinati tra esseri umani e questi plantigradi ma per fortuna l'esito non era mai stato letale. E anche a livello europeo episodi di questo tipo sono poco frequenti: tra il 2000 e il 2015 nel nostro continente si sono verificati solo 19 incidenti mortali, con il primato che spetta alla Romania.

Eppure, dopo la scoperta della tragica fine del povero runner, da giorni politica e media continuano a dibattere su cosa fare: uccidere il presunto aggressore, l'orsa Jj4 sospettata insieme ad altri due esemplari di aver inseguito la vittima, oppure risparmiargli la vita? I genitori del ragazzo, nei giorni scorsi, hanno già fatto sapere di non volere vendetta: loro sanno benissimo che non potranno mai riavere il figlio e credono che non abbia senso eliminare l'animale mentre preferirebbero sapere se tutte le norme di sicurezza per una corretta convivenza tra uomo e natura in quel tratto di bosco siano state rispettate. Una ricerca della verità che inevitabilmente tira in ballo la politica e tutte quelle istituzioni che dovrebbero garantire la gestione delle aree naturali e della relativa fauna selvatica.

Ma è possibile far convivere serenamente uomo e natura? Nel corso di questa puntata di Extra, Claudio Micalizio ne ha parlato con il professor Marco Olivi, direttore del Master in Amminiostrazione e Gestione Fauna Selvatica dell'Università Cà Foscari di Venezia.

Nella seconda parte, invece, con l'assessore alle Politiche Sociali di Roma Capitale, Barbara Funari, abbiamo raccontato i primi passi dell'opera di censimento che l'amministrazione comunale vuole condurre per provare a contare i clochard che vivono nelle varie zone della città: pochi giorni fa sono iniziati i primi colloqui con i senza tetto che vivono all'addiaccio nella zona di Stazione Termini per identificarli e raccogliere anche informazioni preziose sulle loro condizioni di salute e su eventuali esigenze. Un'iniziativa molto ambiziosa che Comune, Istat e Università di Tor Vergata contano di estendere nei prossimi mesi in tutta Roma e che offrirà all'ente locale notizie e dettagli preziosi per intervenire nella fornitura di servizi adeguati e assistenza.