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Ex Clinica Villa Bianca, le nuove palazzine non si faranno

Ex Clinica Villa Bianca, le nuove palazzine non si faranno

Francesca Ianni

Ex clinica Villa Bianca, il Consiglio di Stato ammette le ragioni dei cittadini. Le nuove palazzine non si faranno. I giudici hanno confermato quanto già deciso a ottobre dal Tar. La Green Stone non può avvalersi del Piano Casa e viene visto eccessivo l'impatto della nuova cementificazione nel quartiere.

Ex Clinica Villa Bianca, no alle nuove palazzine non si faranno

Stop definitivo sulle nuove palazzine previste al Trieste-Salario, nell'area dell'ex clinica Villa Bianca. Il 19 marzo il Consiglio di Stato si è espresso contro il ricorso della Green Stone, proprietaria del terreno e proponente del progetto edilizio.

La questione era in piedi da quasi due anni, da quando si era diffusa la notizia del progetto edilizio della Green Stone, con il supporto finanziario di BNP Paribas. Tre palazzine da sei piani ciascuna, più un edificio di cinque riservato all'housing sociale, parcheggi a raso, attività commerciali, un'area verde per un totale di 53mila metri cubi. Tutto sulle "ceneri" di una clinica privata chiusa negli anni Duemila. Ma per i cittadini, riuniti nel comitato Villa Bianca, era troppo. E soprattutto non si poteva applicare il Piano Casa regionale del 2009 per realizzarlo.

Ad ottobre 2023 gli avvocati Antonella Puoti e Luca Di Gregorio hanno depositato il ricorso al Tar per conto di tre rappresentanti dei residenti (Carlo Merli, Stefano Leoni e Luca Muscardin), che è stato accolto.

Green Stone, insieme alla società che le aveva venduto i terreni nel 2022 (la GVM Care&Research), alla Regione Lazio e a Roma Capitale (che nel 2022 aveva firmato il permesso di costruire), ha impugnato la sentenza e si è appellata al Consiglio di Stato.

L'atto finale, il 19 marzo: hanno ragione i cittadini: per i giudici è legittima la preoccupazione degli abitanti del Nemorense rispetto al carico urbanistico rappresentato dalle nuove edificazioni, ed è anche legittima la contrarietà rispetto all'applicazione del Piano Casa del 2009 che aveva comportato una premialità del 30% rispetto alle cubature originarie, pari a 17mila metri cubi.