La Corte dei Conti ha avviato un'inchiesta sulle spese del Comune di Roma per l'evento pro-Europa organizzato il 15 marzo scorso in Piazza del Popolo, fortemente voluto da Michele Serra. L'indagine è scattata dopo diversi esposti presentati da membri politici di centrodestra e dall'ex sindaca Virginia Raggi. La Guardia di Finanza, su mandato della Procura della Corte dei Conti, ha effettuato verifiche a partire dagli uffici della segreteria del sindaco Roberto Gualtieri, chiedendo chiarimenti sulla procedura che ha autorizzato l'investimento pubblico di 350mila euro, gestito dalla società partecipata Zetema.
La Corte dei Conti indaga sulle spese dell'evento pro-Europa a Roma
La Corte dei Conti sta esaminando le spese pubbliche legate all’evento pro-Europa, organizzato il 15 marzo scorso in Piazza del Popolo a Roma. L'inchiesta è partita a seguito degli esposti presentati da alcuni esponenti politici del centrodestra e dall'ex sindaca Virginia Raggi, preoccupati dall'entità e dalle modalità con cui sono stati gestiti i fondi pubblici.
L’evento, che ha visto la partecipazione di figure di spicco della politica europea, è stato promosso come un segnale di forte sostegno all’integrazione europea. Tuttavia, le criticità sollevate riguardano principalmente l'autorizzazione dell'investimento e la gestione dell’appalto, che coinvolge la Zetema, la società comunale a partecipazione pubblica.
La Guardia di Finanza interviene per verificare la spesa pubblica
Come riporta il Tempo, nel quadro dell'inchiesta, la Guardia di Finanza, su mandato della Procura della Corte dei Conti, ha effettuato i primi accertamenti presso il Campidoglio. In particolare, i militari si sono recati presso gli uffici della segreteria del sindaco Roberto Gualtieri, chiedendo chiarimenti in merito alla gestione e all’autorizzazione della spesa di 350mila euro per l’evento.
Secondo fonti interne, l’operazione è stata intrapresa in risposta alle denunce formali, che richiedono un'indagine approfondita sulla trasparenza e la legittimità dell’uso dei fondi pubblici. La questione ruota attorno alla procedura di affidamento dei fondi, che è stata affidata a Zetema, la società che gestisce molte delle attività culturali e artistiche del Comune di Roma.
Il coinvolgimento di Zètema nella gestione dell’investimento
Zetema, società interamente partecipata dal Comune di Roma, si è trovata al centro delle polemiche a causa della gestione dell'investimento pubblico. La sua responsabilità nell'organizzazione dell’evento solleva dubbi sulla trasparenza e corretta gestione dei fondi pubblici.
La società ha ricevuto l’incarico di organizzare l’evento pro-Europa, ma le modalità di affidamento dei fondi pubblici e la procedura seguita per l'autorizzazione dei 350mila euro sono ora sotto esame da parte della Corte dei Conti. Le critiche mosse riguardano non solo l’entità della somma, ma anche la necessità di un controllo maggiore nell'utilizzo delle risorse destinate ad eventi di natura politica e culturale.
La risposta del Campidoglio
Secondo fonti interne al Campidoglio, l’amministrazione di Roberto Gualtieri ha trattato l’inchiesta della Corte dei Conti come un atto dovuto, rispondendo con massima trasparenza alle richieste delle autorità competenti.
L’amministrazione ha dichiarato di aver fornito tutta la documentazione necessaria, nell'ottica di una collaborazione attiva con gli investigatori. L'obiettivo del Comune è quello di chiarire ogni aspetto relativo alla manifestazione e di fornire un quadro dettagliato sull'uso delle risorse pubbliche.
Inoltre, l'amministrazione si è impegnata a mettere a disposizione ulteriori documenti che possano aiutare a comprendere meglio le dinamiche dell'evento e le modalità di autorizzazione della spesa.