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Estetica, a Roma due abusivi per ogni operatore (VIDEO)

Estetica, a Roma due abusivi  per ogni operatore (VIDEO)

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Due abusivi per ogni operatore regolare nel settore del benessere e dell’estetica a Roma. E’ questo il bilancio emerso dall’indagine condotta dall’associazione CNA, che riunisce gli artigiani del settore “Benessere ed estetica”. Il lavoro in nero, esploso dopo la pandemia, è aumentato del 7% rispetto allo scorso anno e il suo fatturato si aggira intorno ai 6,5 milioni di euro.

Un danno per le casse dello stato e un pericolo per i consumatori che rischiano di affidarsi a persone non attrezzate né formate in modo adeguato. E a rimetterci potrebbe non essere solo l’estetica, ma anche la salute. Perché affidarsi a mani poco esperte e preparate potrebbe compromettere la buona riuscita di una manicure o una pedicure, o la laminazione delle ciglia. Ma soprattutto esporre il corpo a infezioni o sfoghi allergici.

Da qui l’appello della Cna, che mette in guardia sui pericoli di affidarsi a professionisti improvvisati e spinge per regolamentare il settore secondo i principi della lotta all’evasione, la cura dell’igiene e l’importanza della formazione.

Estetica e e benessere, le raccomandazioni della CNA

Valerio Galeotti, responsabile CNA Benessere e Sanità Roma, ha dichiarato a Radio Roma: "Il fenomeno dell'abusivismo nel settore benessere nella nostra città è una vera piaga, su ogni irregolare c'è ne sono due abusivi. Questo, secondo i nostri dati, è esploso dopo il Covid, per ovvie ragioni, rispetto all'anno c'è stato un aumento del 7%. Il fatturato in nero si aggira sui sei milioni e mezzo di fatturato. Quindi oltre ad essere. Una piaga economica e anche sociale, perché chiaramente i rischi per la persona sono enormi tra strumentazioni non a norma in ambienti non in sicurezza. Quindi il consiglio che diamo noi come Cna è quello di affidarsi a operatori competenti e professionali e dall'altra parte chiediamo alle autorità competenti di intervenire soprattutto per coloro che fanno promozione sui social e che spudoratamente fanno concorrenza sleale a chi paga le tasse e non sono pochi".