La volata per l’Europa si gioca anche sulle fasce. La lotta per la Champions vale molto e, stando ai calcoli ricordati da Massimiliano Allegri, può spostare 100 milioni. Con tre giornate ancora da disputare e due posti virtualmente liberi dietro Inter e Napoli, la sfida coinvolge Milan, Juve, Roma e Como, che si affidano alla creatività dei propri esterni per spezzare le difese.
La spinta dalle corsie
Una volta erano ali e terzini, ora sono esterni, ma l’obiettivo resta identico. Saltare l’uomo, creare superiorità, servire le punte e, quando serve, trovare la porta. Nel solco del suo 3-5-2, Allegri ha scoperto un jolly in casa sulla destra, mentre Alexis Saelemaekers è stato protagonista nella prima parte della stagione in un Milan in lotta anche per il vertice. Il belga, sempre presente fino a gennaio, ha pagato poi un calo in primavera dopo uno stop per noie muscolari di febbraio, con ritmo e invenzioni ridotte.
Dribbling e concretezza
Francisco Conceição brilla per uno contro uno ed è in alto nelle graduatorie dei dribblatori con una cifra tonda, 50, pur senza l’istinto da finalizzatore. È però più concreto di Zhegrova nelle scelte e può sostenere la manovra anche quando Kenan Yildiz vive giornate meno brillanti.
Roma, qualità in evidenza
Per gli esterni il gioco di Gasperini è una goduria, con valorizzazione e crescita di peso offensivo. Per il tecnico romanista è cruciale avere profili adatti al sistema. In quest’ottica Wesley ha inciso: la Roma ha rallentato durante il suo stop tra infortunio e squalifica ed è tornata in corsa anche grazie a due prove di spessore con Bologna e Fiorentina, in cui ha firmato il suo quinto gol in campionato. La sua dote nell’inserimento in area resta chiave, con 31 occasioni create per i compagni, e lo pone come punto fermo per la Roma del futuro.
Como, estro per lo sprint
Quando Nico Paz è controllato o dirottato da finto nove, tocca agli esterni del Como guidato da Fabregas scardinare le linee avversarie. Assane Diao, 20 anni e senegalese, unisce velocità e tecnica, gioca con entrambi i piedi e senza preferenze di corsia. Gli infortuni lo hanno limitato a 14 presenze, ma è rientrato in tempo per lo sprint. Non è un realizzatore puro, ma l’estro in fascia fa la differenza e alimenta la corsa alla Champions.