Un’escursione a Castel Gandolfo si è trasformata in un’esperienza da incubo per quattro persone, tra cui diplomatici della FAO, rimaste bloccate in un dirupo di circa 50 metri sul costone del lago di Castel Gandolfo. Il gruppo, composto da tre donne e un uomo tra i 30 e i 40 anni, ha perso l’orientamento nel pomeriggio e, tentando di trovare un passaggio sicuro, è precipitato lungo un tratto particolarmente scosceso e pericoloso. L’allarme è stato lanciato tramite una chiamata al 112, facendo scattare un’immediata operazione di soccorso coordinata dai vigili del fuoco, dal Soccorso Alpino e dalla polizia locale. Dopo cinque ore di risalita su un terreno impervio e accidentato, i quattro sono stati tratti in salvo e affidati alle cure del personale medico. Fortunatamente, nessuno ha riportato ferite gravi, ma una delle escursioniste ha subito una contusione alla schiena a causa della caduta di un masso.
Le difficoltà dell’operazione di soccorso a Castel Gandolfo
Il recupero degli escursionisti a Castel Gandolfo è stato estremamente complesso a causa della conformazione del terreno e delle condizioni ambientali. Il dirupo in cui il gruppo era finito presentava rocce instabili e pendenze accentuate, rendendo impossibile una discesa diretta verso il lago. Per questo motivo, i soccorritori hanno optato per una risalita controllata, utilizzando corde e imbracature per garantire la sicurezza dei dispersi.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco della squadra 15A di Marino, affiancati dagli specialisti del Soccorso Alpino Fluviale. Fondamentale anche il supporto delle pattuglie della polizia di Marino e Genzano, che hanno individuato i dispersi e li hanno tenuti costantemente monitorati fino all’arrivo dei pompieri. Le operazioni sono state coordinate per minimizzare i rischi di ulteriori smottamenti e assicurare il recupero senza ulteriori incidenti.
Le condizioni dei dispersi
Dopo l’individuazione del gruppo, i vigili del fuoco hanno proceduto con la messa in sicurezza dei quattro escursionisti, legandoli con imbracature per evitarne ulteriori scivolamenti. Il percorso di risalita ha richiesto quasi cinque ore a causa delle difficoltà del terreno e delle condizioni fisiche dei dispersi, provati dal freddo e dalla paura.
All’arrivo in superficie, il personale medico del 118 di Ariccia ha fornito assistenza immediata, riscontrando solo una lieve contusione su una delle escursioniste, mentre gli altri membri del gruppo sono stati trovati in buone condizioni generali, seppur visibilmente scossi.