Nel Lazio il quadro dell’epatite A resta sotto controllo. Dall’inizio dell’anno sono stati registrati 120 casi complessivi, circa una cinquantina a Roma, numeri giudicati in linea con l’andamento recente e che non destano particolare preoccupazione tra gli addetti ai lavori.
La situazione nel Lazio
Secondo i dati disponibili, l’andamento dei contagi è considerato coerente con lo scorso anno, quando i casi conclamati erano stati 1.700. Gli esperti non ritengono i numeri attuali preoccupanti e indicano che il monitoraggio resta attivo sull’intero territorio regionale, con attenzione ai principali snodi della mobilità e della distribuzione alimentare.
Il picco in provincia di Latina
Un collegamento epidemiologico con il focolaio emerso in Campania è stato riscontrato nel mese di febbraio, quando si è registrato un picco di contagi in provincia di Latina. Intorno al 20 del mese scorso, la partita di frutti di mare ritenuta all’origine della diffusione è stata identificata, sequestrata e ritirata dal commercio. Questo intervento ha contribuito a contenere la propagazione dei casi anche nelle aree limitrofe.
I ricoveri e il ruolo dello Spallanzani
Sul fronte clinico, i pazienti che hanno necessitato di ricovero sono stati pochi. Al momento presso l’Istituto Spallanzani, centro di riferimento regionale per le malattie infettive, non risultano ricoveri in corso. Alcune persone sono state trattenute in osservazione a causa di valori epatici alterati, come misura di prudenza e per assicurare un adeguato follow-up. Il sistema sanitario regionale continua a seguire l’evoluzione del fenomeno con protocolli consolidati e sorveglianza dedicata.