Le elezioni regionali del Lazio entrano nel vivo. Le dimissioni di Nicola Zingaretti hanno ufficialmente aperto la corsa, inaugurata dalla presentazione della propria candidatura di Alessio D’Amato, assessore alla Sanità indicato dal Terzo Polo come candidato ideale per proseguire con il ‘campo largo’. Eppure, a sinistra, c’è chi non ha apprezzato il modus operandi del Pd.
Pd che domani proporrà in direzione Alessio D’Amato per la sfida elettorale nel Lazio. Scelta che non è piaciuta le forze ecologiste e progressiste, con cui mercoledì è in programma un incontro per valutare una possibile alleanza.
Angelo Bonelli (Alleanza Verdi-Sinistra), ha fatto sapere che il Pd si è fatto “dettare la linea da Calenda che, dopo aver fatto saltare la coalizione alle politiche consegnando il Paese alla destra, viene a dare lo stesso contributo da demolition man anche nel Lazio. Non ho niente contro D’Amato, lo stimo, ma penso che dovrebbe avere un sussulto...”.
Bruno Astorre, segretario regionale dei dem, ha confermato la rottura con il M5s: “Il termovalorizzatore non è nel programma della Regione, altrimenti non si comprende come avremmo potuto governare insieme per due anni e mezzo... È la favola del lupo e dell’agnello, un errore culturale di Giuseppe Conte che rompendo con il Pd nel Lazio pensa di guadagnare consensi a livello nazionale... La storia di FdI, che è sempre stato all’opposizione per poi andare al voto con il centrodestra unito, dimostra il contrario”, ha ribadito.
G.