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Ecomafie Lazio, rapporto 2025: boom di reati su abusivismo edilizio e rifiuti

Ecomafie Lazio, rapporto 2025: boom di reati su abusivismo edilizio e rifiuti

Rapporto ecomafia 2025: nel Lazio aumentano reati su rifiuti e abusivismo edilizio. Roma la provincia con più illeciti. Il report di Legambiente lancia un quadro fosco per la regione.

Ecomafie Lazio, rapporto 2025

Nel Lazio crescono i reati ambientali del 20,5 per cento: 2.654 in un anno, 7,2 al giorno, uno ogni tre ore mezzo. Tra le province, Roma è quella con più illeciti: 1021. Sono i numeri indicati da Legambiente, che ha presentato la nuova edizione del rapporto Ecomafia 2025, con la pubblicazione dei reati raccolti dalle forze dell'ordine su questa tema nei dodici mesi precedenti.

Un aumento dei reati nel ciclo illegale dei rifiuti del +33,5 per cento e in quelli del cemento illegale (+6,7 per cento). Nel Lazio il quadro è risultato drammatico, sia per reati commessi (2.654, erano 2.200 nell’edizione precedente) sia per la classifica regionale, che ha visto salire il Lazio dal 6° al 5° posto. Sono ammontate a 2.593 le persone denunciate. Trenta sono risultati gli arresti, 593 i sequestri.

La provincia di Roma boom di reati

Sul versante delle province, Roma è quella con più reati - quarta provincia in Italia - seguita nel Lazio da Latina con 613 reati. Anche in questo caso la situazione è peggiorata: la provincia pontina è salita per numero di reati (erano 485 2 anni fa, 588 l'anno scorso), raggiungendo l'11esima posizione (risultava sedicesima due anni fa e dodicesima lo scorso anno). A seguire, troviamo le province di Viterbo (200 reati ambientali), Frosinone (216), Rieti (140).

Per Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, "l'ecomafia è una piaga in aumento nel Lazio, con numeri legati allo smaltimento dei rifiuti e all’abusivismo edilizio che tornano a crescere. Siamo di fronte a un fenomeno che, in particolar modo nelle provincie di Roma e Latina, aumenta di impatto, con discariche abusive o cemento illegale che fanno del Lazio la peggior regione dopo le quattro a tradizionale presenza mafiosa". Secondo Scacchi, per fermare gli ecoreati nel ciclo dei rifiuti "bisogna costruire una gestione virtuosa fatta di una raccolta sana e impianti diffusi ovunque per la trasformazione delle frazioni differenziate in materia prima seconda. Per rallentare la tenaglia del cemento illegale, invece, oltre all’impegno incessante delle forze dell’ordine che non possiamo che tornare a ringraziare, bisogna evitare in primo luogo ogni proposta di legge - ha specificato - che presupponga possibili deregolamentazioni, sanatorie e condoni come invece sta continuando a fare la Regione Lazio, ai quali corrisponde un aumento dei reati, in attesa di presunti salvagenti legislativi regionali".

Sul ciclo dei rifiuti, i reati sono stati 848, "numero - hanno sottolineato da Legambiente - che fa della regione la quarta in Italia, (erano 635 lo scorso anno e il Lazio era in quinta posizione), ai quali si aggiungono 1.070 denunce, 16 arresti, 295 sequestri, 519 illeciti amministrativi e 552 sanzioni amministrative". Quarta peggiore provincia è quella di Roma con 300 reati, "undicesima Latina con 219, poi Frosinone (99), Viterbo (79), Rieti (42)".

I reati contro gli animali
Infine, l'ultimo punto di analisi ha riguardato i reati contro gli animali, che nel Lazio sono stati 417. Un dato, hanno specificato da Legambiente, "in continuità rispetto allo scorso anno". Sono state 376 le denunce, 2 gli arresti e 138 i sequestri. Nella città metropolitana di Roma "i reati contro la fauna sono stati 282 (quarta peggior provincia italiana), 86 a Latina, 16 a Viterbo, 17 a Rieti e 16 a Frosinone".