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Don Lucio Boldrin indagato per favoreggiamento: perquisizioni e accuse al cappellano di Rebibbia

Don Lucio Boldrin indagato per favoreggiamento: perquisizioni e accuse al cappellano di Rebibbia

Fonte: Facebook Lucio Boldrin

Don Lucio Boldrin, cappellano del carcere di Rebibbia dal 2019, è al centro di un’indagine per presunto favoreggiamento nei confronti di detenuti in attesa di giudizio. L’accusa riguarda la trasmissione di messaggi da parte dei familiari dei reclusi, che il sacerdote avrebbe stampato e consegnato ai detenuti, aggirando le restrizioni penitenziarie. Le autorità hanno perquisito la sua abitazione e gli spazi del carcere, sequestrando dispositivi elettronici e documenti. Non sono stati trovati stupefacenti, ma il sacerdote non può più accedere alla struttura.

Indagini e accuse contro il cappellano di Rebibbia

L’operazione investigativa, condotta dal nucleo della polizia penitenziaria e coordinata dai magistrati Stefano Pizza e Antonio Verdi, ha preso il via dopo segnalazioni riguardanti presunte irregolarità.

Secondo gli inquirenti, Don Lucio avrebbe favorito la comunicazione tra detenuti e l’esterno, contravvenendo alle normative. Il sistema, semplice ma efficace, prevedeva la stampa di messaggi ricevuti via SMS o WhatsApp dai familiari e la loro consegna manuale ai reclusi.

Durante le perquisizioni, effettuate sia nella sua abitazione sia nei locali del carcere, sono stati sequestrati telefoni cellulari, computer e documenti che saranno analizzati per verificare l’ampiezza delle attività contestate.

Il ruolo di Don Lucio Boldrin nel carcere di Rebibbia

Don Lucio Boldrin, appartenente alla congregazione dei Padri Stimmatini, aveva assunto l’incarico di cappellano a Rebibbia nel 2019, abbandonando la vita parrocchiale per dedicarsi al sostegno dei detenuti.

Grazie alla sua dedizione, era diventato un punto di riferimento non solo per i reclusi, ma anche per le loro famiglie. La sua presenza sui social media era seguita da numerosi utenti, che apprezzavano i suoi pensieri sulla condizione umana e sulla necessità di considerare il carcere come un luogo di riscatto.

Nel dicembre 2019, aveva accolto Papa Francesco durante una celebrazione nel carcere, sottolineando l’importanza del cambiamento sociale e spirituale.