Roma registra una sequenza di quattro esplosioni con ordigni artigianali tra il quartiere Don Bosco e il quadrante est della città. A segnalarlo è il deputato Roberto Morassut, che ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno, chiedendo un intervento del Viminale sulla situazione del territorio. “La situazione - spiega Morassut - è sempre più preoccupante e richiede un’attenzione particolare da parte del ministero dell’Interno”.
Quattro ordigni artigianali tra Don Bosco e quadrante est
Secondo quanto riportato nella comunicazione ufficiale, in pochi mesi si sono verificati episodi distinti che hanno interessato aree residenziali e attività locali nel cuore del quadrante est di Roma. Si tratta di episodi attribuiti a ordigni artigianali, che hanno provocato danni a ingressi di condomini, a uno stabile e a un esercizio commerciale, oltre a rendere inagibile un circolo privato.
Nel documento depositato, Morassut inquadra puntualmente la cronologia degli eventi e chiede che sia verificata la possibile correlazione tra gli episodi. Il quadro ricostruito evidenzia una ripetitività di azioni nel quartiere Don Bosco e nelle aree limitrofe, circostanza che alimenta l'allarme sulla sicurezza pubblica e sollecita una risposta istituzionale tempestiva.
Il quadro degli episodi riportato nella nota
“Il 29 aprile 2025 una molotov ha colpito un circolo ultras a via dei Sulpici, rendendolo inagibile. Il 12 luglio una probabile bomba carta è esplosa in via Valerio Flacco, danneggiando il portone di uno stabile e degli scantinati. Il 3 agosto un altro ordigno ha devastato l’ingresso di un condominio di via Statilio Ottato, con evacuazione dei residenti. Il 4 ottobre un’esplosione ha interessato un’attività commerciale di via Calpurnio Fiamma. Morassut, insieme agli altri deputati dem eletti a Roma - si legge nella nota - chiede al Viminale se gli episodi siano collegati, se sia stata valutata la presenza di criminalità organizzata o di dinamiche intimidatorie e quali misure intenda adottare per rafforzare presidio, videosorveglianza e prevenzione, anche con un tavolo dedicato in Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica”.
L’interrogazione di Morassut al ministro dell’Interno
L’iniziativa parlamentare di Roberto Morassut punta a richiamare l’attenzione del Viminale su un perimetro urbano ben definito della Capitale. Attraverso l’interrogazione, il deputato chiede chiarimenti sulla natura degli episodi e sull’eventuale esistenza di un filo conduttore, sollecitando verifiche su possibili dinamiche di tipo intimidatorio o riconducibili a contesti di criminalità organizzata.
La richiesta di intervento riguarda anche il coordinamento delle attività di prevenzione e controllo, con l’obiettivo di mettere in campo strumenti mirati in grado di aumentare la percezione e il livello di sicurezza pubblica nel quartiere Don Bosco e nel quadrante est di Roma.
Le richieste su sicurezza e prevenzione nel territorio
Nel testo indirizzato al ministero dell’Interno si sollecitano misure immediate per il potenziamento del presidio del territorio, l’incremento della videosorveglianza e un rafforzamento delle azioni di prevenzione. Tra le ipotesi avanzate c’è la convocazione di un tavolo dedicato in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con l’obiettivo di valutare la situazione in modo organico e definire risposte coordinate per il quadrante interessato.
In questo quadro, l’attenzione si concentra su interventi in grado di supportare l’attività di accertamento e di controllo sul territorio, favorendo un miglior coordinamento operativo tra i soggetti istituzionali e un utilizzo più capillare di strumenti tecnologici e presidi fissi.
Area interessata e rilievo locale
Le strade citate nella nota, tra cui via dei Sulpici, via Valerio Flacco, via Statilio Ottato e via Calpurnio Fiamma, rientrano in un’area di Roma caratterizzata da una forte presenza residenziale e commerciale. La ripetizione degli episodi in un segmento urbano relativamente circoscritto rafforza la richiesta di un focus specifico da parte delle autorità competenti, con particolare riferimento alla sicurezza delle comunità locali.
La prospettiva delineata dall’interrogazione punta a riaffermare la centralità del monitoraggio e della prevenzione in contesti urbani densamente popolati, mantenendo alta l’attenzione sulle dinamiche che il documento chiede di approfondire.
Prossimi passaggi istituzionali
L’istanza indirizzata al Viminale attende ora un riscontro formale. Secondo l’interrogazione, sarà determinante comprendere se i fatti siano tra loro collegati e se sussistano elementi riconducibili a fenomeni di intimidazione o a contesti di criminalità organizzata. L’eventuale attivazione di un tavolo dedicato presso il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica costituirebbe un passaggio operativo rilevante ai fini del rafforzamento del presidio territoriale, della videosorveglianza e delle misure di prevenzione nel quartiere Don Bosco e nel quadrante est della Capitale.