Dissesto idrogeologico a Roma: 144mila persone vivono in zone a rischio alluvione. È stato pubblicato il IV rapporto Ispra su frane, alluvioni ed esondazioni.
Dissesto idrogeologico: a Roma ecco chi rischia
Ispra ha pubblicato il quarto rapporto sul rischio idrogeologico in Italia. Un lavoro triennale che ha messo in luce criticità connesse a fenomeni di frane e alluvioni e all’erosione costiere e alle valanghe. A livello nazionale è stato registrato un incremento delle aree classificate a maggiore pericolosità, passate dall’ 8.7% al 9.5%. Ma a Roma?
Nella Capitale i fenomeni franosi sono state appena una decina, tra gli eventi più rilevanti. Gli esempi sono sempre gli stessi e riguardano zone anche lontane tra loro. Si parla della Rupe Tarpea, sul colle Capitolino, e della dorsale che interessa Monte Mario e Monte dei Cocci, con una frana che nel 2014 ha comportato la temporanea chiusura della “panoramica”. Molto più significativi sono stati infatti i fenomeni franosi nella Città Metropolitana, nella zona intorno al lago di Nemi, in generale nei Castelli Romani e ancora a Palestrina, Labico, Valmontone. La piattaforma IdroGEO, messa in rete ed aggiornata da ISPRA e dal Sistema nazionale della protezione ambientale, fornisce informazioni dettagliate. Nel complesso sono 24.235 gli abitanti che vivono in aree a rischio frane, buona parte delle quali (17.541) vivono in zone a pericolosità molto elevata (P4).
Quanto alle alluvioni, i romani che, provincia compresa, abitano in zone a rischio sono più di 144mila. I dati, al riguardo, sono aggiornati rispetto alle esigenze della direttiva europea sulle alluvioni. Ha durata triennale e quindi, per avere delle novità, bisogna attendere il 2026. Le zono più esposte sono queste: la piana del Tevere, quella dell’Aniene, Fiumicino, l’Idroscalo di Ostia e tutto l’entroterra del municipio X da Castel Porziano all’Infernetto, Ostia Antica, Acilia, la Longarina e parte di Casal Palocco. A poca distanza a rischio alluvioni anche Piana del Sole e la Valle del Risaro, per restare al quadrante sud occidentale.
“Avere un quadro conoscitivo sempre aggiornato – ha commentato Saverio Romeo, geologo dell’ISPRA – è fondamentale sia per monitorare i fenomeni legati al rischio idrogeologico che per mettere in campo le azioni finalizzate al loro controllo e mitigazione. La conoscenza è sempre il primo passo ed in questa chiave uno strumento come IdroGEO, finalizzato alla divulgazione di dati nei confronti della cittadinanza, si rivela sicuramente utile”.