La recente decisione di trasferire i dipendenti della sede Rai di viale Mazzini in smart working, a causa della scoperta di livelli pericolosi di amianto, sta avendo pesanti ripercussioni sul quartiere Prati. Bar, ristoranti e locali storici della zona lamentano un calo significativo degli affari, stimato attorno al 30%. Questo esodo forzato ha ridotto drasticamente il flusso di clienti abituali, molti dei quali erano dipendenti Rai. La situazione ha generato preoccupazione tra gli esercenti, che ora si interrogano sul futuro economico di uno dei quartieri più iconici della Capitale.
Rai, la decisione di attivare lo smart working
L’amianto, noto per la sua pericolosità in campo sanitario, è stato individuato in diverse aree del palazzo di viale Mazzini. Questa scoperta ha spinto l’amministratore delegato Rai, Giampaolo Rossi, a disporre immediatamente il lavoro da remoto per circa 1.200 dipendenti, anticipando un trasferimento già previsto verso una sede a sud di Roma.
L’intervento si è reso necessario per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori, poiché l’esposizione prolungata all’amianto può causare gravi patologie, tra cui il mesotelioma pleurico. Tuttavia, il provvedimento ha causato un’improvvisa desertificazione degli uffici, con effetti collaterali significativi per l’economia locale.
L’impatto dello smart working sul quartiere Prati
Il quartiere Delle Vittorie, in cui si trova la storica sede Rai, ha sempre beneficiato della presenza dei lavoratori dell’emittente pubblica. Come evidenziato dal Messaggero, Bar come Vanni e ristoranti come Settembrini rappresentavano punti di riferimento per pause pranzo, aperitivi e cene.
Ora, molti gestori riportano una drastica riduzione della clientela, con tavoli spesso vuoti anche nelle ore di punta. Danilo Longo, responsabile di un bistrò rinomato, ha dichiarato che la contrazione degli incassi potrebbe raggiungere il 30%, evidenziando come lo smart working dei dipendenti Rai stia minacciando la sostenibilità economica delle attività.
La reazione degli esercenti locali
Gli imprenditori di Prati stanno cercando di organizzarsi per fronteggiare la crisi. Lorenzo Vanni, storico titolare dell’omonimo bar, ha espresso la necessità di aprire un dialogo con il Comune e la Regione per ottenere supporto.
Molti commercianti temono che la bonifica del palazzo Rai possa richiedere anni, prolungando l’assenza di clienti abituali. Alcuni locali stanno riconsiderando le proprie strategie, puntando su nuovi format, come l’asporto o eventi tematici, per attirare una clientela diversa. Tuttavia, il clima di incertezza persiste, alimentando dubbi sul futuro del quartiere.