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Di Battista lascia Cuba il 4 settembre in aeroambulanza

Di Battista lascia Cuba il 4 settembre in aeroambulanza

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Alessandro Di Battista, 48 anni, ex deputato del M5s, rientrerà in Italia il 4 settembre con un’aeroambulanza dopo il ricovero a Cuba iniziato venerdì scorso per un forte mal di testa. Nel frattempo due medici del Policlinico Gemelli di Roma hanno raggiunto L’Avana per ulteriori valutazioni cliniche.

Le condizioni e il rientro

"Oggi mi sento meglio". Con queste parole Di Battista ha aperto un aggiornamento pubblicato sui suoi profili social, nel quale ha aggiunto: "Sono stati giorni difficili e allo stesso tempo sono ottimista e cerco sempre di vedere il positivo in tutto. Ringrazio i medici cubani che, come mi è stato confermato dai medici italiani, sono stati molto bravi e tempestivi nella diagnosi e nella scelta delle cure iniziali. Partirò da Cuba il 4 settembre con un’aeroambulanza i cui costi verranno coperti dalla compagnia assicurativa con la quale ho stipulato una polizza prima della partenza".

Il supporto dei medici italiani e del Gemelli di Roma

Inizialmente si era ipotizzato un rientro anticipato, subordinato ad accertamenti aggiuntivi. Per questa fase sono arrivati a L’Avana due specialisti del Policlinico Gemelli di Roma, un neurochirurgo e uno specialista di rianimazione e terapia intensiva, inviati dal leader del M5s Giuseppe Conte. Nella capitale cubana è presente anche la compagna di Di Battista, Sahra Lahouasnia.

Nessun volo di Stato e tempi di arrivo

Per il trasferimento non verrà utilizzato il volo di Stato, che il governo si era detto disponibile a mettere a disposizione. Di Battista ha scelto sin dall’inizio di non avvalersene. L’arrivo sarebbe previsto per il giorno successivo.

Il messaggio sulle vittime in Palestina

Nel suo post scriptum Di Battista ha scritto: "Da anni ho deciso di 'sfruttare' gli spazi mediatici che ho a disposizione per denunciare l’Olocausto palestinese, che va avanti anche se molti giornali si voltano dall’altra parte. Ne approfitto dunque per raccontarvi quello che mi dicono negli ospedali a Cuba, ovvero che molti dei medici e degli infermieri palestinesi uccisi in Palestina negli ultimi tre anni avevano studiato e si erano formati qui. Grazie a tutti per l’affetto che è superiore a quello che mi sarei mai immaginato".

Nel suo messaggio, l’ex parlamentare ha voluto sottolineare la tempestività dell’assistenza ricevuta e ha confermato la copertura dei costi del trasferimento tramite la polizza stipulata prima della partenza, ringraziando i professionisti coinvolti nel percorso di cura tra Cuba e Roma.