Un'aggressione violenta in carcere 7 agenti della polizia penitenziaria feriti, uno refertato con una prognosi di 40 giorni.
Detenuto aggredisce agenti a Rebibbia: sette feriti
Le violenze sono avvenute nella serata di domenica 15 febbraio nel carcere di Rebibbia Nuovo Complesso. La notizia è stata resa nota dall'Osapp (organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria).
Secondo quanto emerso, un detenuto si trovava nel reparto G11 quando ha avuto un diverbio con altri reclusi. Gli agenti sono intervenuti per riportare la calma ma la situazione è improvvisamente mutata. Nel corso dell’aggressione, in sette sono rimasti feriti e trasportati al pronto soccorso per le cure del caso. Le prognosi sono state stabilite con dimissioni comprese tra i tre e i ventuno giorni. Uno degli agenti ha avuto conseguenze più gravi. Come ricordato dall'Osapp: “Tra le lesioni riportate si segnalano colpi al volto, una spalla fratturata e un trauma cranico conseguente a una caduta con impatto contro un termosifone”.
Il sindacato ha precisato: "Attualmente presso la casa circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso sono presenti circa 1.700 detenuti, con un esubero di oltre 600 unità rispetto alla capienza regolamentare. A ciò si aggiunge una carenza di circa 200 unità di polizia penitenziaria. Una situazione che trasforma l’istituto in una vera e propria polveriera, dove ogni intervento operativo avviene in condizioni di estrema criticità e con evidenti rischi per l’incolumità del personale."
“Oramai le carceri italiane sono dei veri e propri colabrodo – ha dichiarato il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci – e sono diventate persino peggiori di molti istituti sudamericani, dove la violenza fa da padrone nel silenzio più assordante della politica e delle istituzioni. Il personale della polizia penitenziaria continua a operare in condizioni estreme, con organici insufficienti e senza adeguate tutele”. La sigla sindacale, in conclusione, è tornata a chiedere con urgenza "interventi strutturali concreti, il potenziamento degli organici, maggiori strumenti di tutela per il personale e un piano straordinario finalizzato a ristabilire condizioni minime di sicurezza all’interno degli istituti penitenziari italiani".