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Desertificazione del centro storico e nuove regole, Airbnb non ci sta: "Non è colpa degli affitti brevi" - VIDEO

Desertificazione del centro storico e nuove regole, Airbnb non ci sta: "Non è colpa degli affitti brevi" - VIDEO

AFFITTI BREVI

Desertificazione del centro storico e nuove regole, Airbnb non ci sta: "Non è colpa degli affitti brevi"

Ospite in collegamento: Angelo Spinalbelli, Direttore di Hospitality Revolution

Se c'è una cosa che inevitabilmente porta con sé il turismo, soprattutto quello di massa, è il cambiamento della città. Cambiano gli equilibri, le abitudini, spesso anche i servizi. Ma una città come Roma è pronta a tutto questo? Se ne parla da un po' e le polemiche certo non mancano: "Se il centro storico si sta desertificando è perché ci sono troppi B&b" sostiene qualcuno, "La Capitale si sta trasformando in un gigantesco luna park turistico" fa eco qualcun altro. Ma ora sono propri i diretti interessati a intervenire, quelli cioè che affittano le proprie residenze.

La polemica stavolta nasce perché sta circolando una nuova ipotesi, quella cioè di introdurre un tetto massimo ai giorni di apertura per le strutture non professionali. Airbnb non ci sta e chiede un confronto diretto con il Campidoglio, lo stesso a cui sono stati versati “50 milioni di euro di imposta di soggiorno” per il 2025. E poi la desertificazione del centro storico "non è causata dagli affitti brevi", la piattaforma ne è convinta.

I numeri in città

Secondo i dati, gli host attivi a Roma sono oltre 20.000: l’82% affitta un solo appartamento e per il 59% non è l’attività principale. Il guadagno medio annuo si attesta a 9.500 euro. Sulla piattaforma risultano circa 26.000 appartamenti interi, pari al 2% del patrimonio residenziale cittadino, con un apporto stimato dell’8% alle presenze turistiche totali.

I dati di InsideAirbnb indicano 37.652 annunci complessivi, di cui 26.176 appartamenti interi; 12.987 sono nel Centro Storico, pari al 34,5% del totale. Nel 2025 gli arrivi sono cresciuti “in doppia cifra”, mentre gli host sono diminuiti di circa il 10% dopo l’introduzione di cin e cir.

Le proposte e il nodo dei divieti

Le limitazioni generalizzate non risolverebbero i problemi del centro storico: è questo il punto su cui la società insiste maggiormente. Da qui una contro-proposta: “Noi vorremmo destagionalizzare gli arrivi e spostare i turisti verso zone meno conosciute, come Portonaccio, Centocelle o l’Esquilino. Siamo contrari al tetto delle notti, come qualcuno aveva ipotizzato, perché peggiorerebbe la situazione facendo concentrare gli arrivi solo nell’alta stagione”.

Non servono blocchi totali perché, altrimenti, si darebbe spazio all’abusivismo – dicono i rappresentanti di Aribnb – occorre studaire i dati e intervenite su determinate aree come fatto a Atene, che ha limitato le nuove licenze solo in alcuni quartieri del centro per un periodo pilota di un anno”. Tra le priorità figurano anche “incentivi fiscali per chi sceglie l’affitto a lungo termine” e “maggiori tutele legali per i proprietari contro la morosità degli inquilini, che è la causa principale per cui molti preferiscono l'affitto breve”.