Roma affronta un nodo rilevante sui canoni per le osp Covid nel I Municipio: secondo quanto emerso in una commissione congiunta Bilancio-Trasparenza, risultano 17 milioni di euro non riscossi a causa di un malfunzionamento dell’applicativo per la gestione delle entrate. Alla seduta hanno preso parte il vice ragioniere generale del Campidoglio, Stefano Quintarelli, e il direttore delle Entrate, Nicolò Critti. Gli uffici centrali hanno garantito l’avvio degli aggiornamenti a giugno, con l’obiettivo di chiudere il problema entro settembre.
Il nodo tecnologico e i tempi di sblocco
A generare lo stallo è stato un bug del sistema che non consentiva il recupero delle risorse dovute dai titolari dei dehors, installati nel periodo emergenziale con semplice autocertificazione, senza il nullaosta preventivo della Sovrintendenza. Il blocco ha innescato un contenzioso con il fornitore, concluso con la rescissione del contratto e il subentro, fino a settembre, dell’azienda seconda classificata in gara. La scorsa settimana gli uffici centrali hanno diramato una circolare ai Municipi sulla modifica della nomenclatura dei capitoli di bilancio per attribuire le competenze in materia di accertamenti contabili alla Ragioneria generale, chiarendo che gli aggiornamenti del sistema partiranno a giugno.
Personale ridotto e necessità di un database unificato
Nel I Municipio si contano circa 2.000 osp Covid. Gli uffici territoriali, in cronica carenza di personale, segnalano difficoltà nel ricostruire il quadro dei contribuenti non in regola, costretti a verifiche manuali su fogli excel. La presidente della commissione municipale Bilancio, Nathalie Naim (lista civica Gualtieri), ha sollecitato un accesso rapido ai dati: «Serve la lista completa degli insolventi». La morosità, ricordano dal parlamentino di via della Greca, comporta la decadenza dell’autorizzazione.
Crediti del 2022 a rischio prescrizione
Se gli interventi informatici dovessero subire ulteriori rinvii, è concreto il pericolo di perdere 4 milioni relativi al 2022, che andrebbero in prescrizione il 1° gennaio 2027. Più il tempo passa, più diventa complesso risalire al titolare effettivo della singola osp tra fallimenti, cambi di gestione, subentri e il cosiddetto meccanismo delle scatole cinesi, con inevitabili ripercussioni sull’efficacia del recupero.
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Riparto degli incassi e decisione in sospeso
Resta sul tavolo il tema della possibile destinazione al Municipio del 50 per cento dei crediti recuperati, come previsto dal Nuovo regolamento generale delle entrate. Da quanto chiarito in commissione, la scelta è rimessa a un indirizzo di natura discrezionale: prima occorre stabilire a quali tipologie di importi riscossi applicare tale facoltà.