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Decreto Sicurezza, scontri a Roma durante il voto di fiducia

Decreto Sicurezza, scontri a Roma durante il voto di fiducia

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Nel pomeriggio di lunedì 26 maggio, la Camera dei Deputati ha discusso il voto di fiducia sul disegno di legge di conversione del nuovo Decreto Sicurezza. Durante la seduta, forti tensioni sono esplose in via del Tritone e in piazza Barberini, dove circa 300 manifestanti si sono radunati per contestare il provvedimento del governo. Alcuni dimostranti hanno cercato più volte di oltrepassare il cordone di sicurezza predisposto dalle forze dell’ordine, provocando momenti di scontro fisico. Il Viminale ha confermato che il testo contiene disposizioni cruciali per la sicurezza pubblica, tra cui misure contro l’usura, il rafforzamento degli organici delle forze di polizia e il recupero di beni confiscati alla criminalità. Le proteste hanno coinvolto anche l’università La Sapienza.

Governo approva il Decreto Sicurezza con voto di fiducia

Il governo ha scelto la via della fiducia per approvare senza modifiche il testo del Decreto Sicurezza, presentato alla Camera dei Deputati. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha richiesto l’apposizione della fiducia sull’articolo unico del disegno di legge di conversione, eliminando qualsiasi possibilità di emendamento o integrazione. Al termine della discussione generale, è stata convocata la conferenza dei capigruppo per definire i successivi passaggi parlamentari.

Secondo quanto dichiarato dal titolare del Viminale, il decreto contiene misure fondamentali per il contrasto alla criminalità e la tutela dell’ordine pubblico. Tra le novità principali, rientrano la restituzione di immobili sottratti alla criminalità organizzata, l’istituzione di tutor per le vittime di usura e il potenziamento delle risorse a disposizione delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco. Piantedosi ha sottolineato che già con le precedenti leggi di Bilancio sono stati assunti 30.000 agenti, cui si aggiungeranno altre 14.000 unità nel 2025.

Corteo non autorizzato e scontri con la polizia nel centro di Roma

In contemporanea alla seduta parlamentare, un gruppo di circa 300 manifestanti ha inscenato una protesta non autorizzata nelle vie adiacenti a Montecitorio. L’iniziativa, partita da piazza Barberini come semplice sit-in comunicato alla Questura, si è rapidamente trasformata in un corteo non previsto. I partecipanti hanno lasciato il presidio per dirigersi verso via del Tritone, cercando di raggiungere le sedi istituzionali.

Le forze dell’ordine, schierate in assetto antisommossa, hanno impedito l’accesso alle aree sensibili con un cordone fisico. I manifestanti, utilizzando pannelli bianchi come scudi improvvisati, hanno provato almeno due volte a forzare il blocco, ma sono stati respinti. La polizia scientifica ha documentato tutta la dinamica degli eventi, anche grazie al supporto di un elicottero in volo, per procedere successivamente all’identificazione dei responsabili.

Ferito un assessore durante gli scontri, coinvolti anche attivisti incappucciati

Durante le fasi più concitate dello scontro, alcuni manifestanti – tra cui individui con caschi, guanti e il volto coperto – si sono armati di tubi di gomma e aste, provocando uno scontro fisico diretto con gli agenti. Tra le persone colpite figura Luca Blasi, assessore municipale alla Cultura del III Municipio di Roma, che ha riportato una contusione causata da un colpo di manganello.

La polizia non ha confermato ufficialmente il numero dei feriti, ma secondo fonti vicine all’organizzazione, non risultano ricoveri gravi. Dopo i tafferugli, la situazione è rientrata sotto controllo e, intorno alle ore 17, è iniziato il deflusso ordinato dei partecipanti dalla zona di piazza Barberini.

Corteo alla Sapienza tra cori, striscioni e slogan politici

Una parte dei manifestanti, lasciata piazza Barberini, ha proseguito verso l’università La Sapienza. Il corteo ha raggiunto la zona di piazzale Aldo Moro, dove si è svolta una nuova manifestazione a sostegno della causa palestinese e contro il Decreto Sicurezza. Alcuni studenti sono entrati all’interno della città universitaria, mentre altri si sono disposti all’esterno, intonando cori e slogan.

La Digos ha monitorato attentamente anche questa seconda fase della protesta, evitando ulteriori disordini. Non sono stati segnalati danni a strutture pubbliche o private. Le autorità continueranno nei prossimi giorni a raccogliere elementi per identificare gli autori dei disordini e valutare eventuali provvedimenti giudiziari.