A Roma, negli spazi di Villa Alberico, si è svolta la quarta edizione dell’Open Day SMI 2026 dedicata a “Data Protection and Cyber Resilience”. L’appuntamento, organizzato da SMI Group, ha riunito rappresentanti di Ministeri, enti pubblici, università, strutture sanitarie, imprese e partner tecnologici per una giornata di confronto su protezione del dato, continuità operativa e resilienza come leva per il business.
Strategia, responsabilità e fiducia
Apre i lavori la riflessione sul valore della collaborazione tra tecnologia e bisogni delle organizzazioni. «L’Open Day SMI Group conferma la forza di un format nato per mettere a fattor comune competenze, esperienze e visioni diverse. La presenza dei nostri partner tecnologici rappresenta un elemento fondamentale di questo percorso: affrontare sfide complesse come la Data Protection e la Cyber Resilience richiede collaborazione, specializzazione e capacità di guardare insieme all'evoluzione del mercato» ha spiegato Cinzia Mingiardi, Chief Marketing Officer di SMI Group.
Centralità della responsabilità e della consapevolezza nel governo delle tecnologie anche nelle parole di Cesare Pizzuto, CEO e Founder: “Oggi la vera sfida non è soltanto adottare nuove tecnologie, ma sviluppare la capacità di governarle. Come SMI crediamo che il nostro ruolo vada oltre la progettazione di infrastrutture e soluzioni digitali: vogliamo contribuire a costruire una comunità educante, capace di generare conoscenza, consapevolezza e fiducia. Le tecnologie proteggono il dato, ma noi abbiamo la responsabilità di proteggere il futuro”.
Sulla fiducia si concentra l’intervento di Stefano Tiburzi, COO e Co-Founder: «Camminando in montagna, si impara una lezione fondamentale: non ci si affida alla persona più equipaggiata, ma a quella che di fronte a un bivio sa indicare la direzione giusta. Per conquistare la fiducia dei nostri clienti non dobbiamo essere solo i più competenti, ma aiutarli a prendere decisioni che garantiscano continuità e crescita nel tempo».
I panel: resilienza e sicurezza del dato
Nel primo panel, con la partecipazione di Rubrik, WatchGuard, OPSWAT e MongoDB, è emersa la necessità di passare da logiche di sola rilevazione a modelli più preventivi, mettendo il dato al centro come asset da proteggere e rendere disponibile con infrastrutture flessibili e tempi di recupero ridotti. I relatori hanno sottolineato che la cyber resilience richiede tecnologia, processi e cultura, oltre a ecosistemi integrati e approcci Zero Trust con verifica continua di utenti, dispositivi e accessi.
Il secondo panel, con CheckPoint, Dynatrace e Veeam, ha evidenziato l’importanza di correlare informazioni eterogenee, monitorare in modo continuo applicazioni e infrastrutture e rafforzare la preparazione organizzativa. Focus anche sulla transizione dal semplice backup alla capacità di ripartenza rapida, con procedure documentate, protezione dei sistemi di backup e immutabilità del dato.
Platinum partner e round table: trend e prospettive
Nella sessione plenaria, i Platinum Partner F5, OpenText e Oracle hanno approfondito la protezione dell’intero ciclo di vita di applicazioni e dati nell’era dell’intelligenza artificiale, tra cifratura avanzata, protezione dei dati sensibili, osservabilità e preparazione agli scenari del quantum computing. Spazio infine alla Executive Round Table, accolta positivamente dai partecipanti. «Una giornata molto interessante insieme a clienti e attori del mercato, focalizzata su resilienza e continuità operativa», ha commentato Paolo Capomasi, Country Manager di F5. Per Mario Nicosia, Vice President Technology Country Leader Italy di Oracle, l’Open Day è stato «uno dei pochissimi eventi in cui nel titolo non compariva l’Intelligenza Artificiale. Abbiamo parlato di resilienza e di protezione dei dati, raccogliendo spunti molto interessanti dalle aziende e dagli operatori».