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Crollo nel palazzo al Flaminio, tre condanne e risarcimenti per mezzo milione di euro

Crollo nel palazzo al Flaminio, tre condanne e risarcimenti per mezzo milione di euro

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Prima gli scricchiolii poi il cedimento dei tramezzi e il boato. Un crollo nel quale hanno rischiato la vita decine di famiglie messe in salvo giusto in tempo grazie all’allarme lanciato da un’inquilina del palazzo di lungotevere Flaminio che è collassato in parte la notte del 22 gennaio del 2016 a seguito dei lavori di ristrutturazione di una casa nel condominio.

Dopo sette anni è arrivata la sentenza di primo grado e tre condanne. Il giudice ha condannato Massimo Canepa, legale rappresentante della società impegnata nei lavori di ristrutturazione a 2 anni e a 1 anno il progettista Roberto Mattei e il titolare della società esecutrice dei lavori Pasquale Famà, tutti con pena sospesa.

Disposto inoltre il risarcimento danni che verrà liquidato in sede civile stabilendo provvisionali immediatamente esecutive per oltre mezzo milione di euro alle parti civili costituite. Il proprietario dell’appartamento in ristrutturazione era già stato assolto.

Una roulette russa sul destino delle persone. Così il pm aveva definito i rischi corsi dai condomini quella notte di sette anni fa. Era circa mezzanotte quando una signora sente degli inquietanti scricchiolii e chiama la polizia locale. I caschi bianchi con i vigili del fuoco entrano nell’appartamento al settimo piano dove erano in corso i lavori per la creazione di un openspace in sala e decidono di far evacuare il palazzo. Poco dopo il crollo con gli inquilini miracolosamente tutti in salvo.

(eg)