Nella basilica dei Santi Pietro e Paolo all’Eur si sono svolti i funerali di Riccardo Minghetti, il sedicenne romano scomparso nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana. Un silenzio intenso, interrotto solo da lunghi applausi, ha accompagnato il momento dell’addio, trasformando il dolore in un gesto collettivo di affetto e memoria.
La partecipazione commossa di giovani e studenti
Centinaia di persone hanno voluto essere presenti alle esequie, in gran parte giovani. Molti di loro provenivano dal liceo scientifico Cannizzaro, l’istituto frequentato da Riccardo, che per l’occasione ha sospeso le lezioni alle 10.10 per consentire a studenti e insegnanti di partecipare alla cerimonia. Una scelta simbolica, che ha sottolineato il legame profondo tra la scuola e il ragazzo, ricordato come un compagno attento e rispettoso.
Il silenzio, i fiori e i messaggi di affetto
Sulla scalinata della basilica e all’interno dell’edificio sacro, si è raccolta una folla composta, unita da un dolore condiviso. Amici, compagni di classe, docenti e cittadini comuni si sono stretti attorno alla famiglia, portando fiori, biglietti e pensieri dedicati a Riccardo. Anche chi non lo conosceva personalmente ha sentito il bisogno di esserci, partecipando a un momento che ha superato i confini della cerchia familiare.
Il ricordo emerso durante la giornata è quello di un ragazzo educato, gentile e capace di lasciare un segno profondo nelle persone che ha incontrato, nonostante la sua giovane età.
Una città unita nel ricordo
Roma ha risposto con un abbraccio silenzioso e sincero, rendendo omaggio non solo a Riccardo Minghetti, ma anche alle altre giovani vite spezzate nella tragedia di Crans-Montana. Una ferita ancora aperta, che continua a suscitare domande e commozione, e che oggi ha trovato espressione in una partecipazione sentita e collettiva.
