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Covid Lazio, Vaia (Spallanzani): "I casi aumentano, ma il paese deve andare avanti"

Nel Lazio come nel resto d’Italia, i casi Covid aumentano e si sono raggiunti livelli mai registrati dal febbraio scorso, nel pieno della nuova ondata di contagi. Nonostante questo il direttore generale dello Spallanzani, Francesco Vaia. È cauto nel lanciare l’allarme. In un’intervista al Corriere della sera ha detto: “Il bollettino quotidiano non ha più molto senso, con un tasso di positività che un giorno segna 13% e il giorno successivo 28. Contribuisce solo a creare un clima di stress da allarme contro l’avversario Covid e se unito alla paura della guerra e a quella dell’inflazione che sale, non fa che indebolire le difese immunitarie”.

Di una cosa è certo Vaia, l’Italia deve andare avanti, anche se la curva dei contagi sale. E la causa dell’impennata non può essere né il concerto di Vasco né la festa dei tifosi della Roma dopo la vittoria della Conference League: “Le cause non sono semplicisticamente riconducibili né al concerto della rockstar al Circo Massimo né alla partita di calcio all’Olimpico, a cui la gente ha diritto. Chi parla di nuovo lockdown sbaglia, il Paese deve andare avanti. E mai tornare indietro”.

Non c’è da preoccuparsi, assicura il direttore dello Spallanzani: “Ma faccio parlare i fatti. Allo Spallanzani non vediamo più polmoniti interstiziali così come non vediamo più giovani in reparto. Se a fine gennaio avevamo 218 pazienti ordinari e 37 in terapia intensiva, molti con casco e ventilazione, il 30 giugno i ricoverati in area medica erano 106 e 12 in rianimazione. Un tasso di ospedalizzazione non elevato se rapportato al numero di contagi. Chi sono quindi oggi i ricoverati?
Over 70 con comorbidità. Molti dei quali non avrebbero neanche bisogno di stare in ospedale”, conclude.