Coste del Lazio, sono stati persi 31 ettari di spiaggia nella sola Roma. Tra il 2006 e il 2020 Roma ha perso il 14,7% delle sue spiagge, pari a 30,93 ettari. Parliamo, per capirci, di una superficie pari a più di 43 campi di calcio.
Coste del Lazio, persi 31 ettari di spiaggia nella sola Roma
Un’emergenza che fa riferimento a tutto il litorale del Lazio e che la Regione sta cercando di risolvere. È stato infatti avviato il Piano per la difesa integrata delle coste del Lazio, redatto dall’assessorato alla Tutela del territorio, al Demanio e al Patrimonio. L’Università di Roma Tre ha effettuato un’analisi dalla quale risulta che il litorale laziale ha una lunghezza complessiva di 361 chilometri, di cui 240 di costa sabbiosa. I fenomeni di erosioni hanno subito un’accelerazione negli ultimi due anni a causa della pressione antropica e dell’assenza di struttura di salvaguardia. In 14 anni, tra il 2006 e il 2020, il 60,6% della costa laziale risulta modificata, pari a 79 chilometri. Il 29,7% delle coste è in erosione, con un picco del 35,9% in provincia di Roma.
Le erosioni delle spiagge rappresentano un problema enorme per numerosi territori italiani, e tra questi indubbiamente figura anche Roma. La costa laziale, lunga e variegata, subisce ogni anno fenomeni di erosione sempre più intensi, che minacciano l’equilibrio naturale delle dune, la stabilità degli edifici costieri e la fruizione turistica delle spiagge. Le cause sono molteplici: il cambiamento climatico con l’innalzamento del livello del mare, le mareggiate più frequenti e violente, e l’intervento umano spesso incontrollato, come le costruzioni troppo vicine al mare o le attività portuali.
Le conseguenze dell’erosione sono evidenti. In alcune zone, la spiaggia si restringe drasticamente, lasciando solo una striscia di sabbia tra il mare e le infrastrutture urbane. Questo fenomeno non colpisce solo l’ambiente naturale, ma anche l’economia: le attività turistiche stagionali rischiano perdite significative, mentre gli stabilimenti balneari devono continuamente investire in ripascimento e protezioni artificiali. Inoltre, la progressiva sparizione della spiaggia aumenta la vulnerabilità delle aree circostanti agli allagamenti e alle mareggiate, rendendo più fragile la difesa costiera.
Per affrontare il problema, le istituzioni locali hanno avviato diverse iniziative: interventi di ingegneria naturalistica, come barriere frangiflutti e rinaturalizzazione delle dune, ma anche campagne di sensibilizzazione per limitare l’impatto umano sulla costa. Tuttavia, la soluzione richiede un approccio coordinato e sostenibile, che tenga conto dei cambiamenti climatici a lungo termine e dell’equilibrio dell’ecosistema marino. La situazione delle spiagge romane, quindi, non è isolata: riflette una sfida più ampia che coinvolge l’intero litorale italiano. Salvaguardare la costa significa proteggere l’ambiente, la sicurezza delle comunità e l’economia locale. Ogni intervento deve essere pensato con lungimiranza, perché una volta persa la spiaggia, la perdita sarebbe difficile da recuperare. La tutela delle spiagge non è solo una questione ambientale, ma un imperativo per garantire il futuro dei territori costieri e la qualità della vita delle persone che vi abitano o vi si recano per svago.