In migliaia hanno partecipato il 9 settembre al corteo “Liberi dai veleni di Roma” contro l'impianto di trattamento rifiuti previsto a Santa Palomba, voluto dal sindaco di Roma e commissario straordinario Roberto Gualtieri. La manifestazione, organizzata dall’Unione dei Comitati contro l’Inceneritore, è partita da via Ardeatina al chilometro 23,600, luogo dove è prevista la realizzazione dell’impianto, e ha visto la presenza non solo di cittadini e associazioni, ma anche di diversi sindaci del territorio e rappresentanti istituzionali.
Il corteo contro l'inceneritore a Santa Palomba
Durante il corteo sono stati ribaditi i motivi della mobilitazione: difendere il territorio, chiedere un confronto più ampio e denunciare quella che viene considerata una gestione centralizzata e poco trasparente delle autorizzazioni.
"Un impianto di questo tipo che oltre ad essere antiquato è devastante sotto il profilo della salute, problema che viene fortemente attenzionato" ha sottolineato Alessandro Lepidini dell'Unione dei Comitati.
"Ma ci sono altri temi: quello sollevato di recente dal Ministero della Cultura in relazione a quello che è il paesaggio, del tutto trascurato per gli impatti che ha, e soprattutto c'è ancora una volta la questione del pozzo della Cancelliera che viene messo bene a fuoco dal Ministero della Cultura, dalla sovraintendenza che chiede che il tracciato venga individuato e messa anche in sicurezza tutta la vegetazione ripariale".
"Su questo c'è da dire che ho preso contatti con il Ministero dell'Ambiente che è parte di questo procedimento della sdemanalizzazione del Paur, perché oggi hanno messo mano al pozzo: come e su quali basi non si sa. Noi abbiamo fatto già una distanza di accesso agli atti, abbiamo fatto una richiesta di partecipazione al procedimento e domani invieremo tutte queste cose".
"La settimana prossima portiamo alla Camera dei Deputati o al Senato, o entrambe le Camere, le firme, siamo a circa 6.000 firme raccolte quasi tutte qui al sito" ha aggiunto Lepidini. "Però questa volta noi chiediamo che le modifiche normative vengano fatte, saremo pressanti da questo punto di vista perché quello che è accaduto è un abuso di legge messo nero su bianco".
Presenti i sindaci di Ardea, Pomezia e Albano Laziale
Ad aprire il corteo, simbolicamente, i bambini. "Il futuro apre il corteo, per loro e per tutti noi Santa Palomba non si piega" ha dichiarato in una nota l'Unione dei Comitati.
In seconda linea i sindaci che da tempo si oppongono al progetto: Veronica Felici (Pomezia), Maurizio Cremonini (Ardea) e Massimiliano Borelli (Albano Laziale).
"Nel territorio di Santa Palomba insistono già 4 strutture ad alto rischio di incidenti" ha ammonito Felici. "È insostenibile l'arroganza di un collega sindaco come Gualtieri, che tira dritto con questo progetto senza aver mai consultato i sindaci della Città Metropolitana, il continueremo con ogni azione possibile per tutelare il nostro territorio".
"È necessario mettere in evidenza tutti i ricorsi che abbiamo fatto come amministrazioni.
Non ultimo anche la richiesta di un'inchiesta pubblica" ha ricordato Borelli. "In pieno agosto tutti i consigli comunali, all'unanimità delle forze politiche, trasversalmente hanno votato la richiesta dell'inchiesta pubblica di un'audizione perché non siamo stati minimamente considerati. Siamo sindaci di un territorio di città metropolitana e chi la rappresenta, ovvero il sindaco, ci deve tenere in debita considerazione. Noi siamo eletti, il sindaco di città metropolitana no. Lui ha osato calare dall'alto una scelta senza coinvolgere le amministrazioni direttamente presenti".
"L'inceneritore non si deve fare e non soltanto qui: è un modello vecchio e superato. Ora porteremo anche alla Camera le nostre istanze" ha ribadito Cremonini. "I sindaci ci sono e ci saranno sempre in prima linea in questa battaglia".
Al corteo anche tanti romani
La giornata di protesta si è conclusa in un clima di forte partecipazione e con l’impegno dei comitati a mantenere alta l’attenzione sul progetto.
Presenti alla protesta anche molti cittadini di Roma, delle periferie e non. "Il Municipio IX non ha fatto nulla per contrastare Gualtieri, anzi è stato steso un tappeto rosso" ha segnalato Massimiliano De Juliis, capogruppo FdI al nono. "Quando è emersa la possibilità di far partire i rifiuti su ferro da San Lorenzo, automaticamente è stato detto di no. Così il problema è diventato delle periferie: ma non esistono cittadini di serie A e serie B".
"Santa Palomba è un simbolo di un territorio intero, di una popolazione che non si arrende e che resiste" ha dichiarato la consigliera regionale Alessandra Zeppieri. "E noi resisteremo fino alla fine, perché questo inceneritore non lo vogliamo e non verrà realizzato nel nostro territorio, né ora né mai".