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Corteo contro violenza sulle donna alla Sapienza: danni a Rettorato e facoltà

Corteo contro violenza sulle donna alla Sapienza: danni a Rettorato e facoltà

Violenza di genere

Corteo contro la violenza sulle donne alla Sapienza: imbrattati Rettorato, panchine e facoltà. Manifestazione contro il patriarcato nella Città universitaria.

Corteo contro violenza sulle donna alla Sapienza: i danni

“Per Ilaria, per tutt3”. La scritta occupa tutte le scale del Rettorato, alle spalle della statua della Minerva. In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, 25 novembre, le attiviste e gli attivisti del progetto Athena, Link Sapienza e di altri collettivi dell’ateneo hanno organizzato un corteo dentro la Città universitaria.

Oltre alle scale del Rettorato, alle spalle della Minerva, bersaglio di attiviste e attivisti è stata la panchina rossa all’ingresso della Città universitaria, quasi del tutto colorata di viola, così come molte delle panchine del viale: “Con le vostre panchine rosse non ci facciamo nulla": ecco le parole con cui è stato motivato il gesto. Il gruppo è poi entrato nella facoltà di Lettere, dove si legge la scritta “Sapienza transfemminista”, sempre in viola e ha poi manifestato davanti a Fisica “per un sapere che non si costruisca sulla sopraffazione e non normalizzi violenza e gerarchia”. Ad accompagnare il corteo, le bandiere della Palestina e i fumogeni rosa. Ulteriori scritte, poi, sui muri dentro la Città universitaria. Imbrattato, con una serie di stampe di mani sporche di vernice rossa, anche il commissariato di polizia dentro alla Sapienza.

Tutto questo, per ottenere cosa? Le richieste includono: “Un codice anti-molestie che ci tuteli – hanno spiegato prima del corteo – fondi per i centro antiviolenza e non per la guerra, un sapere antifemminista e anticoloniale, una carriera alias accessibile, l’educazione sessuo-affettiva in un università”. Un nuovo codice anti-molestie, in realtà, è stato approvato nella giornata di oggi dal Senato accademico.

“Il Codice ribadisce i principi fondamentali e delinea il perimetro dei comportamenti, anche verbali, che ricadono nell’ambito delle molestie – dice la rettrice Antonella Polimeni –. I contatti fisici intenzionali non desiderati e inopportuni, ogni tipo di minaccia e ritorsione per aver respinto comportamenti molesti, offese alla dignità ed episodi di delegittimazione, saranno gestiti attraverso linee operative e procedure puntuali, per fornire assistenza concreta e mirata alle vittime di tali azioni. Questo documento amplia l’area di contrasto alle discriminazioni e rafforza le tutele per le lavoratrici e i lavoratori, le studentesse e gli studenti, affinché sia loro garantito il diritto di essere trattati con dignità e di essere sostenuti nella propria libertà personale".