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Corruzione e appalti manutenzione stradale Roma, arrestato il "re dell'asfalto" e altri 4 imprenditori (VIDEO)

Corruzione e appalti manutenzione stradale Roma, arrestato il "re dell'asfalto" e altri 4 imprenditori (VIDEO)

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Mazzette e regali in cambio di appalti per il rifacimento delle strade di Roma. Cinque imprenditori sono finiti in carcere per un presunto giro di tangenti pagate per 'pilotare' le gare della manutenzione stradale. Dovranno rispondere di associazione per delinquere, corruzione, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, trasferimento fraudolento di valori e bancarotta fraudolenta.

Corruzione e appalti manutenzione stradale Roma, arrestato il "re dell'asfalto" e altri 4 imprenditori

Tra gli arrestati dalla Guardia di finanza c’è l'imprenditore edile Mirko Pellegrini, 're dell’asfalto', ritenuto il 'dominus' del giro di corruzione. Secondo il gip “si tratta di un'associazione per delinquere che programmaticamente opera come un cartello di imprese diretto, in modo univoco stabile e organizzato, a condizionare la libera concorrenza nelle gare pubbliche, determinando l'aggiudicazione degli appalti, e a frodare l'amministrazione in fase esecutiva”.

Le gare sospette vinte con società intestate a prestanome: interdette 17 srl

Gli appalti sospetti sono 7 e riguardano lavori sulla grande viabilità di Roma e in un caso su quella regionale, appalti banditi da Roma Capitale e Astral Spa. Tra i capi d’accusa anche la turbativa d’asta. L’organizzazione infatti sarebbe riuscita ad aggiudicarsi i lavori con un sistema di società intestate a prestanome, ma riconducibili ad un unico gruppo imprenditoriale. Sono al momento 17 le società interdette, che non possono più stipulare contratti con la pubblica amministrazione.

Un modo per vincere sempre, sia perché erano sicuri che, a turno, una delle loro società avrebbe presentato l’offerta più vantaggiosa, sia perché riuscivano a sviare i controlli ed eludere il campanello d’allarme che scatta in caso di offerta anomala. Per farlo bastava che più società presentassero offerte 'fuori mercato' così da rendere credibile la proposta più economica.

Il risparmio sulla quantità e qualità dell'asfalto

Infine per rientrare nei costi era sufficiente utilizzare meno asfalto (poco più della metà di quello da capitolato) e di bassa qualità. Da qui l'accusa di frode. A dare l’ok ai lavori, fuori norma, sarebbero stati pubblici funzionari, almeno 6 gli indagati. Sarebbero stati ricambiati dagli imprenditori con mazzette, viaggi e orologi di lusso.

Le indagini proseguono. Sotto la lente degli investigatori ora tutte le gare gestite dai funzionari indagati, ma anche ulteriori controlli su cantieri, documenti e sui movimenti di denaro per capire come siano stati utilizzati i soldi.

Le indagini svolte dai finanzieri del Comando Provinciale su delega della Procura di Roma, sono state anche arricchite dalla collaborazione di Roma Capitale e Astral che hanno avviato specifiche procedure interne di audit.