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Cooperazione internazionale: due arresti a Roma, eseguiti mandati Cina e Romania

Cooperazione internazionale: due arresti a Roma, eseguiti mandati Cina e Romania

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Due operazioni condotte dalla Polizia di Stato e coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma – Ufficio Esecuzioni hanno portato in città all’arresto di due cittadini destinatari di provvedimenti restrittivi emessi all’estero. Le attività, frutto della cooperazione internazionale di polizia, hanno consentito di eseguire un mandato di arresto europeo ai fini estradizionali emesso dalla Repubblica Popolare Cinese e un ulteriore mandato disposto dalle autorità romene.

Frode online e arresto in struttura ricettiva

Il primo intervento è avvenuto in una struttura ricettiva della Capitale, dove gli agenti del Reparto Volanti hanno rintracciato un quarantatreenne cinese, destinatario di un mandato di arresto internazionale ai fini estradizionali per reati contro il patrimonio puniti nel Paese richiedente con l’ergastolo. L’allerta giunta alla Sala Operativa della Questura di Roma ha attivato i controlli nelle banche dati, che hanno confermato l’identità del ricercato e la presunta partecipazione a un’organizzazione specializzata in frodi online. Secondo quanto contestato dalle autorità cinesi, il gruppo avrebbe sfruttato piattaforme di gioco fittizie e falsi investimenti ad alto rendimento, coinvolgendo circa 300mila persone e generando profitti illeciti superiori a 2,6 miliardi di yuan, pari a circa 337 milioni di euro. Accertata la corrispondenza, gli agenti hanno dato esecuzione al provvedimento e l’uomo è stato associato alla casa circondariale di Regina Coeli, con arresto convalidato in appello e custodia cautelare in carcere disposta dall’Autorità giudiziaria competente.

Mandato romeno, rintraccio in via Cassia

La cooperazione ha portato anche al rintraccio di un cittadino romeno di trentaquattro anni, destinatario di un mandato di arresto europeo per reati contro l’ordine e la sicurezza pubblica. L’uomo è stato individuato nel quartiere Tomba di Nerone, in via Cassia, grazie al lavoro congiunto dello SCIP – Servizio per la cooperazione internazionale di polizia e della Squadra Mobile capitolina, con indagini coordinate dalla Procura di Roma – Ufficio Esecuzioni. A suo carico pendeva una condanna a un anno e dieci mesi di reclusione, maturata dopo essere stato sorpreso nel 2023 alla guida con tasso alcolemico ben oltre il limite e senza aver mai conseguito la patente. Eseguito il provvedimento, per il trentaquattrenne si sono aperte le porte di Regina Coeli, dove resta a disposizione della Magistratura.

Sinergia istituzionale sul territorio

Le due attività confermano l’efficacia dei canali di raccordo tra autorità di polizia e giudiziarie estere e italiane, con un impatto diretto sul territorio di Roma e del Lazio. La sinergia tra uffici investigativi e organismi di scambio informativo ha consentito il rapido tracciamento dei ricercati e l’esecuzione dei provvedimenti nel rispetto delle procedure internazionali.