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Consorzi stradali, Roma riscrive le regole

Consorzi stradali, Roma riscrive le regole

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Dopo oltre cent’anni, Roma Capitale aggiorna il quadro normativo dei consorzi stradali, introducendo regole chiare su contributi pubblici, competenze e rapporti istituzionali. Una svolta attesa in città, dove arterie come via Monte delle Capre, nell’XI Municipio, rientrano tra le strade gestite da consorzi privati.

Nuove funzioni e cornice aggiornata

La normativa, ferma al 1918 e ritoccata nel 1958, lasciava a poco meno di 30 consorzi la cura di circa 200 strade senza una disciplina organica. Con il nuovo regolamento vengono elencati in modo puntuale i compiti: non solo manutenzione stradale, ma anche illuminazione pubblica, segnaletica, raccolta e smaltimento delle acque, alberature, spazzamento e pulizia. È prevista inoltre la possibilità di attività ulteriori “a patto di adottare sistemi di contabilità separata”.

Contributi basati su punteggi tecnici

Viene superato il vecchio range (da un quinto alla metà della spesa) con un coefficiente di contribuzione ancorato a parametri tecnici. Il minimo resta al 20%, cui si sommano punteggi: +10% se la strada ha funzioni di connessione strategica o emergenza, +5% in presenza di trasporto pubblico, scuole o ospedali, +2% per ciclabilità, servizi di sharing o luoghi di culto. Scatta un tetto massimo legato alla spesa media sostenuta dall’amministrazione per strade analoghe extra-consortili.

La stretta sui criteri punta anche a ridurre i contenziosi. In passato non sono mancati casi come via Cortina d’Ampezzo, con richieste per circa due milioni di euro, o il consorzio di via Nazareno Strampelli. Emblematico il consorzio Axa: quasi 400mila euro (decreto 2018) per il contributo 2008-2016, 95mila euro (ingiunzione 2019) per il 2018, e altri 488mila euro (decreto 2022) tra conguaglio 2017, oltre 214.500 euro per il consuntivo 2018, poco meno di 100mila per il 2019 e oltre 126mila per il 2020. L’anno successivo si sono aggiunti 130mila euro. “Dal 2017 - si legge in un vecchio notiziario consortile - il Comune non ha più pagato il contributo calcolato sui bilanci preventivi approvati dall'assemblea, come sarebbe tenuto per legge”.

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Municipi più forti nei consorzi

Il Campidoglio parteciperà alle assemblee consortili con un voto proporzionale ai contributi versati, fino al 50%, riconoscendo ai Municipi un ruolo più incisivo. In caso di inerzia degli organi o mancata approvazione del bilancio, gli enti di prossimità potranno nominare un commissario, preferibilmente tra i dipendenti capitolini. Sarà il direttore tecnico municipale o un delegato a rappresentare l’amministrazione nel consorzio. Ai Municipi spettano competenze gestionali, di alta vigilanza, istruttoria tecnica e liquidazione dei contributi, mentre il Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici curerà coordinamento, consulenza e istruttoria per la deliberazione finale in Assemblea Capitolina.