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Condono edilizio a Roma: nuove regole e tempi più rapidi

Condono edilizio a Roma: nuove regole e tempi più rapidi

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Via libera dell’Assemblea Capitolina alla modifica del “Regolamento per lo snellimento delle procedure di condono”, proposta dall’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia. L’intervento punta ad accelerare la definizione delle pratiche, eliminare i colli di bottiglia burocratici e fornire risposte certe a cittadini e professionisti sul territorio di Roma Capitale.

Nuove regole per le pratiche semplificate

Il provvedimento riguarda esclusivamente le pratiche semplificate, presentate da un tecnico incaricato mediante relazione asseverata, della quale si assume la responsabilità. Il precedente regolamento prevedeva una verifica formale e, quando ritenuto necessario, una verifica sostanziale, oltre a ulteriori controlli individuati tramite sorteggio. Con la riforma vengono eliminati i sorteggi e superata la soglia dei 450 mc: i controlli approfonditi scatteranno solo in presenza di abusi in aree con vincoli archeologici o paesaggistici o qualora emergano dubbi concreti in istruttoria.

Tempi ridotti e certezza degli esiti

Grazie al potenziamento della piattaforma SICER, il termine per la fase sostanziale passa da 180 a 120 giorni. Più della metà delle istanze, circa il 55%, si chiuderà in 60 giorni con il solo controllo formale. È inoltre prevista la certificazione del silenzio assenso: Roma Capitale rilascerà un’attestazione ufficiale che conferma l’esito favorevole della pratica, riducendo l’incertezza per acquirenti e venditori.

La posizione dell’assessorato

"Con questo provvedimento – afferma in una nota l’assessore Maurizio Veloccia – passiamo da un sistema di controlli basato su criteri puramente volumetrici a un modello di efficienza basato sulla reale tutela del territorio. L’analisi dei dati 2025 ha evidenziato un’evidente inefficienza: il 76% delle pratiche veniva bloccato per mesi in verifiche sostanziali che, nell’80% dei casi, confermavano semplicemente l'esito della verifica formale iniziale. Era un carico di lavoro privo di valore aggiunto che paralizzava gli uffici e i diritti dei romani. Non stiamo diminuendo i controlli – prosegue – ma li rendiamo più intelligenti. Concentriamo le risorse umane sulle aree protette e sui grandi abusi, liberando finalmente migliaia di famiglie dall'incertezza burocratica su interventi che attendono una risposta da decenni. È un atto di fiducia verso i cittadini e un passo decisivo per l'efficienza amministrativa della Capitale".