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Concessioni balneari Ostia, Tar sospende "gara-ponte" e il Campidoglio va in appello

Concessioni balneari Ostia, Tar sospende "gara-ponte" e il Campidoglio va in appello

immagine illustrativa (foto da Pexels)

Stop fino al prossimo ottobre per la "gara-ponte" indetta da Roma Capitale per l'affidamento di 31 concessioni balneari a Ostia. Il Tar del Lazio ha sospeso il bando, accogliendo il ricorso presentato da alcuni balneari e fissando l’udienza di merito al 14 ottobre 2025. Una decisione che in tanti si aspettavano e di cui deve prendere atto anche il Campidoglio che però va avanti per la sua strada e annuncia l’appello cautelare al Consiglio di Stato.

Concessioni balneari Ostia, Tar sospende "gara-ponte"

Il nodo principale del ricorso alla cosiddetta "gara-ponte" verteva sui tempi. Un anno come previsto dal bando era troppo poco, secondo i balneari, per investire su strutture come quelle del litorale di Roma. Lo spiega Massimo Muzzarelli presidente di Federbalneari Roma che sottolinea la più eclatante tra le motivazioni per le quali si impugnava il provvedimento. Appunto la brevità della durata del bando che "per strutture importanti come quelle che stanno sul litorale romano non avrebbe consentito uno svolgimento regolare, né modificato l'assetto attuale”.

Stagione appesa

Poco anche secondo la normativa nazionale che prevede una durata minima e massima per le concessioni demaniali marittime, tra i 5 e i 20 anni. Un problema che solleva anche il Tar del Lazio osservando che "la procedura indetta da Roma Capitale, pare disancorata dal nuovo paradigma legale" si legge nel dispositivo.

La decisione del Tribunale amministrativo arriva a un mese e mezzo dall'apertura della stagione balneare, fissata normalmente il primo maggio. Su un litorale in attesa di capire quale sarà il futuro, dove i precedenti concessionari non hanno fatto partire le classiche opere in vista dell'apertura stagionale. Il rischio era infatti che l'investimento fosse inutile.

Campidoglio, pronti ad appello a Consiglio Stato

Davanti alla decisione del Tar, le ipotesi per logica percorribili erano due: l'affidamento ai precedenti concessionari delle spiagge o il ricorso in appello al Consiglio di Stato. È stata quest'ultima la scelta del Campidoglio che resta fermo "sulla solidità dei valori e principi che risiedono alla base dei bandi pubblicati". Ad annunciarlo è Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale: "riteniamo indispensabile procedere con l’appello cautelare al Consiglio di Stato".

Garantita stagione 2025

L'assicurazione del Comune è che comunque sarà garantita la stagione balneare 2025 a beneficio di una balneazione attrezzata e sicura. La sospensiva del Tar, da poche ore uscita, - scrive il Campidoglio - non annulla la gara ma ne ferma momentaneamente l’iter, evidenziando nodi da sciogliere legati all’applicazione della normativa nazionale e regionale.

Quello centrale, in particolar modo, riguarda l’assenza del Piano di Utilizzo degli Arenili (Pua), che ai sensi della legge regionale impone all’Amministrazione l’indizione di gare di durata massima annuale, mentre la norma nazionale prevede una durata da un minino di cinque ad un massimo di venti anni.

Il nodo del Pua

“È fondamentale un pronunciamento del Consiglio di Stato - prosegue Tobia Zevi - per capire se la normativa nazionale prevalga su quella regionale e se, quindi, sia possibile procedere con gare pluriennali anche in assenza del Pua. L’obiettivo dell’Amministrazione è garantire trasparenza, legalità e il corretto utilizzo del demanio marittimo, in coerenza con le norme vigenti. Rispettiamo qualsiasi pronunciamento, ma riteniamo che la nostra impostazione sia rispettosa della normativa e dei principi sanciti dalla nuova legge - e conclude l'assessore - difendiamo fermamente anche l’innovazione relativa alle royalty come opportunità di reale valorizzazione del litorale”.