Ricerca nel Sito

Concerti al Circo Massimo, Onorato risponde all'associazione dei residenti

Concerti al Circo Massimo, Onorato risponde all'associazione dei residenti

immagine illustrativa (foto da Pexels)

Si accende il dibattito sui concerti al Circo Massimo tra l’associazione Amici dell’Aventino e l’amministrazione comunale di Roma. Il nodo della questione riguarda l’impatto che gli eventi musicali hanno sulla zona e sulla qualità della vita dei residenti, con l’assessore ai Grandi Eventi, Alessandro Onorato, che difende le scelte del Comune.

Concerti al Circo Massimo, presentato un esposto

Martedì scorso un rappresentante degli Amici dell’Aventino, si è recato dai carabinieri per formalizzare un esposto contro il Campidoglio. L’associazione contesta la frequenza eccessiva dei concerti organizzati nel sito storico, denunciando possibili danni al patrimonio monumentale e privato.

L’esposto cita anche uno studio sugli effetti sonori e strutturali del concerto dei Thegiornalisti nel 2019, a dimostrazione di un problema che, secondo i residenti, si ripresenta ciclicamente. A destare ulteriore malcontento sono le misure adottate per la viabilità in occasione di eventi di grande richiamo, come i sei concerti di David Gilmour andati in scena alla fine del 2024. Gli abitanti dell’Aventino lamentano le chiusure stradali e la riduzione dei parcheggi, che renderebbero difficoltosa la mobilità quotidiana.

Non si è fatta attendere la replica dell’assessore Onorato, che ha sottolineato che a opporsi agli eventi sarebbe solo una minoranza dei residenti. Con toni decisi, ha ribadito che i concerti al Circo Massimo rappresentano un’opportunità per la città, portando benefici economici e turistici: “Permettere concerti di grandi artisti italiani e internazionali, nel rispetto delle prescrizioni della Sovrintendenza capitolina, è un’opportunità per tutti. In questo modo generiamo importanti ricadute economiche che altrimenti non avremmo, sano intrattenimento, stimoliamo la socializzazione nei giovani, nuovi flussi turistici e la partecipazione attiva nella vita culturale della città. Capiamo i disagi di alcuni residenti, ma dobbiamo considerare l'intera città e l’interesse collettivo. Abbiamo incontrato i residenti, siamo venuti incontro ad alcune richieste, ma loro non vorrebbero proprio nulla al Circo Massimo. I no a priori però non portano lontano. In tre anni, per l’occupazione di suolo pubblico dai grandi concerti abbiamo incassato 3,3 milioni di euro: soldi destinati alla Sovrintedenza capitolina per la tutela dei beni storici e archeologici. Solo con le ultime date di David Gilmour, 6 serate tra settembre e ottobre, si è generato un indotto per la città di 60 milioni di euro come stima una ricerca di Assoconcerti: nel concreto significa che in quei giorni, chi è venuto per il concerto, ha speso nel concreto 10 milioni per il cibo, 13 per il pernottamento e oltre 18 per le altre spese come lo shopping. Significa far girare l’economia della nostra città”, ha detto l’assessore Onorato.

A sostenere la posizione dell’assessore ci sono anche le categorie economiche coinvolte. Albergatori, commercianti e ristoratori si schierano a favore dei concerti, evidenziando l’indotto positivo generato dagli spettacoli e il flusso di visitatori attratti da questi appuntamenti. La questione resta aperta e il confronto tra le parti sembra destinato a proseguire, in bilico tra la tutela del patrimonio storico e le esigenze di una città che vuole continuare a essere protagonista sulla scena culturale e musicale internazionale.