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Comparto Sicurezza e Difesa, firmato il rinnovo: da gennaio 2027 aumenti da 100 euro, il no del SIMMarina

Comparto Sicurezza e Difesa, firmato il rinnovo: da gennaio 2027 aumenti da 100 euro, il no del SIMMarina

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Firmati a Palazzo Vidoni gli accordi sindacali per il triennio 2025-2027 del Comparto Sicurezza e Difesa. A partire da gennaio 2027 sono previsti aumenti retributivi a partire da 100 euro netti mensili per le qualifiche iniziali, con importi superiori al crescere del grado. La tornata riguarda circa 430mila unità non dirigenti di polizia, polizia penitenziaria, carabinieri, guardia di finanza e Forze armate.

La firma e le dichiarazioni ufficiali

Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha commentato l’intesa sottolineando i benefici attesi: “Più tutele per chi ci tutela. Due rinnovi in un anno e mezzo per il Comparto Sicurezza e Difesa, che significano aumenti complessivi nelle due tornate contrattuali per un minimo di 200 euro netti mensili, a partire dalle qualifiche iniziali. Inoltre, gli addetti del comparto percepiranno anche arretrati per gli anni 2025 e 2026 di 2.448 euro lordi”.

Cifre e platea interessata

Gli accordi riconoscono, dal primo gennaio 2027, un beneficio economico lordo medio mensile a regime pari a circa 189 euro. L’incremento della parte fondamentale porta l’aumento retributivo da almeno 100 euro netti mensili per il personale nella qualifica di ingresso. Considerato il precedente rinnovo 2022-2024, sottoscritto nel dicembre 2024, in poco più di un anno e mezzo il personale maturerà incrementi per un minimo di 2.600 euro all’anno netti a partire dalle qualifiche di base. La platea copre Esercito italiano, Marina militare con il personale della Guardia costiera e Aeronautica militare, oltre alle forze di polizia a ordinamento civile e militare.

Il dissenso del SIMMarina

In controtendenza rispetto alle altre sigle, il Sindacato Italiano Militari Marina (SIMMarina) ha scelto di non firmare il rinnovo. Tra le motivazioni addotte figurano l’inflazione e il caro vita, il nodo pensioni e la carenza di personale. Nel comunicato si legge: “Sappiamo bene che la mancata firma comporterà penalizzazioni concrete. Sarà un danno per SIM Marina. Dopo una vita trascorsa imbarcati, accumulando anni di sacrifici lontano da casa, dagli affetti e dalla terra ferma, ogni marinaio ha il diritto sacro ad una pensione dignitosa”.