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Colosseo, morte di Andrea Moretti: tra i sette indagati anche il cognato

Indagine sulla morte di Andrea Moretti al Colosseo: sette indagati per omicidio colposo, tra cui il cognato. Autopsia e perizie su dotazioni di sicurezza.

Colosseo, morte di Andrea Moretti: tra i sette indagati anche il cognato

Immagine generata con AI

Nuovi sviluppi sull'incidente mortale avvenuto al Colosseo e costato la vita ad Andrea Moretti, 22 anni. Sono sette gli indagati dalla Procura per omicidio colposo con contestazione della violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Tra loro figura anche il cognato della vittima, Gabriele Rossitto, che lavorava con lui all'interno del monumento nell'ambito dell'intervento per il nuovo impianto di illuminazione.

Le verifiche dei magistrati e il possibile nuovo interrogatorio

Secondo quanto emerge dall'inchiesta, Rossitto potrebbe essere nuovamente sentito nei prossimi giorni, come già avvenuto dopo la tragedia avvenuta nella notte di mercoledì. Il giovane, anche lui operaio della Quintilio Moretti, ditta specializzata in lavori edili anche su immobili di interesse culturale e in subappalto per l'installazione dell'impianto, ha riferito di non aver assistito in modo diretto alla caduta del parente da circa dieci metri.

Nella sua ricostruzione, resa insieme a un collega, entrambi si trovavano sulla parete opposta del secondo anello e stavano operando su un carrello elevatore. Avrebbero soltanto udito il tonfo del corpo che colpiva il pavimento del secondo anello. Gli inquirenti stanno valutando con attenzione questa versione, anche alla luce di un punto considerato cruciale: all'ora dell'incidente, intorno alla mezzanotte e mezza, Moretti stava lavorando imbracato per cablare i cavi elettrici tra il terzo e il secondo anello senza che, accanto a lui, fosse presente un assistente, come previsto dalle procedure di sicurezza sul lavoro.

Procedure, abilitazioni e documenti: cosa manca nel fascicolo

Tra gli accertamenti in corso rientra la verifica delle abilitazioni possedute dalla vittima per svolgere attività considerate a rischio maggiore rispetto a quelle di un operaio generico. Per queste operazioni è richiesto uno specifico tirocinio di almeno 32 ore per ottenere l'autorizzazione. Al momento, la relativa documentazione non risulterebbe rintracciabile nel faldone personale del 22enne.

La ditta avrebbe iscritto il giovane alla Cassa edile di Roma oltre che a quella di Teramo, provincia in cui ha sede l'azienda. Gli investigatori stanno esaminando gli atti per chiarire il quadro delle competenze formalmente riconosciute e accertare se tutte le prescrizioni siano state rispettate nelle fasi preparatorie e operative del cantiere all'interno dell'Anfiteatro.

Autopsia e perizie: i prossimi passi dell'indagine

Nelle prossime ore i magistrati conferiranno l'incarico per l'autopsia e per una serie di accertamenti tecnici su imbracature, dispositivi e materiali in uso al momento dell'incidente. L'obiettivo è stabilire se la caduta da circa dieci metri sia riconducibile a un malfunzionamento delle dotazioni, all'assenza di una fune di sicurezza, a un errore umano o a un improvviso malore.

La valutazione congiunta degli esiti autoptici e delle perizie sui materiali dovrà offrire un riscontro oggettivo alle testimonianze raccolte finora, definendo con precisione la dinamica e i fattori causali. Rimane centrale, per gli inquirenti, il controllo del rispetto delle misure previste durante lavorazioni in quota e in aree delicate come quelle del secondo e del terzo anello del Colosseo.

Il cantiere e le responsabilità in un sito di pregio

Il contesto operativo, legato al progetto per il nuovo impianto di illuminazione dell'Anfiteatro, impone protocolli stringenti per garantire la tutela dei lavoratori e del bene monumentale. La ricognizione delle procedure adottate, delle abilitazioni del personale e dell'organizzazione dei turni notturni rientra nel perimetro degli approfondimenti disposti dalla Procura.

La presenza di sette indagati per omicidio colposo, tra cui il familiare che operava nello stesso cantiere, conferma l'ampiezza di un'indagine che mira a individuare eventuali carenze nella catena delle responsabilità. Gli sviluppi attesi, tra autopsia e perizie, dovranno rispondere ai dubbi rimasti aperti sulla dotazione di sicurezza, sul presidio delle lavorazioni in quota e sulla conformità delle attività di cablaggio eseguite la notte dell'incidente.