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Colleferro, via libera al data center per l’intelligenza artificiale

Colleferro, via libera al data center per l’intelligenza artificiale

tecnologia.free.pixabay

Colleferro si prepara a ospitare uno dei più grandi data center d'Italia e il primo nel Centro-Sud dedicato all’intelligenza artificiale. Il consiglio comunale ha approvato l’iter l’11 agosto, al termine di due anni di percorso amministrativo avviato con un bando internazionale. L’insediamento nascerà a ridosso del polo Amazon, nel quadrante sud della Città metropolitana di Roma.

Il progetto: dimensioni, localizzazione e potenza

L’infrastruttura occuperà 76 ettari tra l’autostrada A1, via Casilina e la linea ferroviaria di Alta Velocità, a circa tre chilometri dal centro logistico Amazon. Il campus prevede 57.800 metri quadrati coperti e impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di 34 MW. Come chiarito dall’amministrazione comunale, sarà “un data center di ultima generazione per l'A con 150 MW di potenza elettrica assegnata dal gestore di rete Terna”.

Occupazione e formazione sul territorio

Le stime diffuse dal Comune indicano una media di 700 addetti in fase di costruzione. A regime sono previsti circa 220 impiegati diretti e altrettanti indiretti. In una nota è specificato: “Si tratta di occupazione di alta specializzazione per la quale il Comune, d'accordo con la società proponente, avvierà programmi di formazione in loco ai fini delle future assunzioni”.

Le tecnologie e i partner industriali

Proponente è Cobra Green Hyperscale Srl, che ha coinvolto Mitsubishi Electric per un sistema di raffreddamento a circuito chiuso. Per l’alimentazione di emergenza sono stati scelti gruppi elettrogeni a gas della AB Energy d Brescia, con approvvigionamento a cura della Società Gasfotti Italia, così da evitare lo stoccaggio in sito.

La posizione del Comune

Il sindaco Giulio Calamita sottolinea: “un data center di seconda generazione che usa il raffreddamento ad aria e il ricircolo delle acque e l'utilizzo delle acque meteoriche. Allo stesso modo il fabbisogno energetico verrà soddisfatto in larga parte dal fotovoltaico e il terreno di proprietà del proponente rappresenta un consumo di suolo non eccessivo rispetto a quello a cui siamo abituati con la logistica. Il tema legato alla valle del Sacco giustamente è sempre una preoccupazione, ma il data center ha un impatto trascurabile, rispetto all'inquinamento di settori come la chimica”.

Le contestazioni del comitato

Un comitato cittadino, rappresentato da Ina Camilli, ha annunciato opposizione al progetto, approvato “approvato tramite variante urbanistica al piano regolatore generale, con cambio di destinazione d'uso da agricolo non urbanizzato a produttivo”. Secondo il comitato, l’intervento non è stato sottoposto a valutazione ambientale strategica (VAS) su decisione della Regione, “nonostante la relazione istruttoria di accompagnamento contenga numerosi pareri dei soggetti competenti fortemente critici”. La nota aggiunge: “Sarebbe stato preferibile assoggettare il progetto a VAS, un procedimento che valuta l'opera e le sue ricadute per quanto riguarda la tutela della salute, lo sviluppo programmatico generale e il rispetto delle normative e degli obiettivi stabiliti dalle direttive europee in un contesto sovracomunale”.