Le immagini della video-sorveglianza interna dello stabilimento della ex Simmel a Colleferro non mostrano alcun addetto avvicinarsi al deposito in disuso da cui, il 13 agosto, è partito l’incendio seguito dalla deflagrazione. Un primo riscontro investigativo indica quindi che, almeno per ora, non vi sono elementi per imputare l’innesco a un errore umano.
Le immagini delle telecamere
Dalla visione delle decine di telecamere presenti nel sito della Knds, consociata italiana del gruppo franco-tedesco che produce munizioni e proiettili nella maxi-struttura laziale, emerge l’assenza di personale in prossimità del deposito interessato. Le registrazioni, acquisite dai carabinieri di Frascati, rappresentano il primo tassello di una ricostruzione che procede con la massima cautela.
Le indagini in corso
Le verifiche tecniche dei Ris sono indirizzate a definire la dinamica del rogo iniziale, divampato in un’area in disuso dove erano stoccati, tra altri prodotti ad alto rischio, nitrogel (nitroglicerina in forma gelatinosa). Resta da accertare se fattori ambientali, come il caldo, possano aver contribuito al surriscaldamento dei materiali: l’ipotesi è oggetto di analisi e non ha al momento conferme.
Stabilimento fermo e conseguenze
Nel momento della deflagrazione la produzione era ferma e in fabbrica si trovavano circa una ventina di manutentori. È stato un imbianchino a notare le fiamme per primo e a dare l’allarme. L’onda d’urto è stata avvertita da Colleferro ad Anagni e Valmontone, con danni limitati ad alcune abitazioni prossime all’impianto e, fortunatamente, senza feriti.
Le testimonianze e le dichiarazioni
Nelle ore successive sono state raccolte frasi che restituiscono la portata dell’evento: «Boato mostruoso, salvi per miracolo». Dal fronte istituzionale sono arrivate le rassicurazioni: «Fiamme spente, ora verifiche» e «Danni limitati».