Ricerca nel Sito

Circo Massimo, i residenti dell’Aventino: "Tra tir, folla e vibrazioni area a rischio"

Circo Massimo, i residenti dell’Aventino: "Tra tir, folla e vibrazioni area a rischio"

Circo_Massimo__i_residenti_dell_Aventino___Tra_tir__folla_e_vibrazioni_area_a_rischio_

Preoccupazione crescente all’Aventino per l’uso sempre più intensivo del Circo Massimo come sede di grandi concerti ed eventi. Dopo le foto circolate nei giorni scorsi, che ritraevano l’arena trasformata in un’area tir in vista dei live di Cesare Cremonini, i residenti rilanciano l’allarme sui possibili effetti di mezzi pesanti, afflussi imponenti e vibrazioni su un contesto archeologico e urbano delicato.

Le segnalazioni dei residenti

La denuncia arriva dall’Associazione Amici dell’Aventino, che parla di criticità già evidenti nell’area centrale del sito. «Troppi concerti al Circo Massimo e sempre più enormi. Il calpestio di mezzi e persone ha reso anche meno impermeabile il terreno». Una situazione definita di «grande preoccupazione» dal vicepresidente Enrico Barbieri, alla luce di episodi recenti e precedenti studi tecnici.

I precedenti tra vibrazioni e sismografi

Barbieri ricorda l’episodio del 2023 legato al concerto di Travis Scott: «Da circa 5-6 anni - prosegue Barbieri - è cominciato un uso più frequente del Circo Massimo per i grandi eventi della Capitale. Nonostante le rassicurazioni, noi siamo sempre stati preoccupati. Finché non si arriva al 2023, al concerto di Travis Scott (che si è tenuto il 7 agosto, ndr), che lasciò tutti quanti inorriditi e sbalorditi, con la gente che si riversò per strada pensando fosse un terremoto: c'erano i lampadari, e addirittura alcune case, che si muovevano».

Un fenomeno che, prosegue, «fu registrato anche dai sismometri dell'Ingv, distanti 9 chilometri dall'arena. Già nel 2019 (il 7 settembre, ndr), con il concerto dei The Giornalisti, emerse da uno studio che i sensori della Torre della Moletta (che si trova dal lato di via delle Terme di Caracalla, dalla parte opposta rispetto a dove solitamente viene montato il palco dei concerti, ndr) avevano registrato il limite massimo di vibrazioni tollerabili dal monumento. E quello dei The Giornalisti non era un concerto grande come quelli che sono seguiti. Tuttavia, quello che doveva essere un monito per l'amministrazione cittadina, è stato trascurato».

Area fragile tra rischio idrogeologico e patrimonio

Secondo il comitato, il quadrante dell’Aventino impone la massima cautela: «è notoriamente una zona a rischio idrogeologico, perché poggia su cavità che sono o ex cave di pozzolana o anche siti archeologici ipogei. Zona che ha in sé parte del patrimonio Unesco di Roma, monumenti, siti archeologici ipogei in superficie, abitazioni civili, che già hanno avuto problemi in passato, ci sono state già voragini, i cosiddetti sinkhole... E, sulla base di tutto ciò, cosa si è deciso? Di fare non solo più concerti, ma di farli sempre più potenti. C'è stato un menefreghismo bello e buono, nonostante tutti gli studi che sono stati fatti e gli avvertimenti che sono stati ricevuti».

Allagamenti e terreno compresso

Altro fronte critico è quello idraulico, con ristagni sempre più frequenti nell’arena. Barbieri riferisce che «tanti addetti ai lavori sostengono che i sempre più frequenti allagamenti del Circo Massimo sono dovuti alla compressione dell'argilla degli strati sotterranei - spiega - In un'area dove peraltro è possibile siano presenti reperti. Argilla che viene quindi compressa dal peso dei tir e anche della folla. Con il tempo, l'acqua ha cominciato ad avere difficoltà a defluire e quando piove rimane anche per 10 giorni e non evapora. Tutto accade soprattutto nella parte centrale e verso via dell'Ara Massima di Ercole, verso il Lungotevere, dove si concentrano sia i tir sia la folla, sia il palco dei concerti».

Il comitato sollecita attenzione istituzionale e verifiche tecniche puntuali, richiamando i dati citati e la natura sensibile del patrimonio archeologico compreso tra Circo Massimo, Torre della Moletta e aree limitrofe del Lungotevere.