Cesare Cremonini apre l’estate dei grandi concerti a Roma con il primo appuntamento dei Live2026 al Circo Massimo, davanti a 65mila spettatori. In un’arena trasformata in un’esperienza immersiva, l’artista ha percorso una passerella di oltre 100 metri cantando tra il pubblico, in uno show costruito per annullare le distanze e valorizzare ogni prospettiva. Non è mancato l’omaggio alla città con “Roma Capoccia” e il ringraziamento rivolto direttamente alla platea. “Oggi siamo al Circo Massimo e per noi significare arrivare al nostro palco più grande, davanti al pubblico più grande. Grazie Roma”.
Un viaggio tra 25 canzoni e momenti personali
La serata ha proposto due ore e mezza di musica per un totale di 25 brani, una narrazione che ha ripercorso l’intera carriera. Dall’apertura strumentale con ‘Cercando Camilla’ all’energia di ‘Alaska Baby’, fino ai passaggi al sassofono in ‘Il comico (Sai che risate)’, ‘Buon viaggio (Share The Love)’ e ‘Marmellata #25’. Al pianoforte l’atmosfera è diventata intima con ‘Vieni a vedere’ e ‘Vorrei’, dedicata alla madre commossa sugli spalti. L’arte si è intrecciata alla vita privata durante ‘La ragazza del futuro’, con l’esibizione della ballerina Caterina Licini. Gli inni generazionali ‘50 Special’ e ‘Un giorno migliore’ hanno fatto cantare l’intera arena.
Ospiti d’eccezione e sorprese sul palco
Tre incontri hanno acceso ulteriormente il debutto. Con Jovanotti, esplosione di energia in ‘Mondo’ e ‘L’ombelico del mondo’. Con Elisa, la magia di ‘Aurore Boreali’. Con Luca Carboni, l’abbraccio alle radici emiliane in ‘San Luca’. Cremonini ha inaugurato la stagione dei live al Circo Massimo e sarà Jovanotti a chiuderla a settembre, nella stessa location. A fine show è apparso a sorpresa anche Valentino Rossi, accolto da un’ovazione.
Tecnologia e cura del dettaglio
La produzione del Cremoninilive26 ha puntato su una scenografia monumentale. Quattro torri da 22 metri e oltre 200 metri quadrati di schermi hanno dominato l’arena, con un sistema audio distribuito che ha garantito definizione uniforme. In regia, professionisti di primo piano come Marc Carolan, sound engineer dei Muse, e il lighting designer Mamo Pozzoli hanno firmato uno spettacolo dal respiro internazionale.