Ricerca nel Sito

Ciocia World Festival a Collepardo: tre giorni di musica e tradizione

Ciocia World Festival a Collepardo: tre giorni di musica e tradizione

immagine illustrativa (foto da Pexels)

Collepardo si prepara a diventare il baricentro della musica popolare del Lazio: dal 31 luglio al 2 agosto 2026 il Ciocia World Festival animerà piazze e vicoli con concerti, laboratori e momenti di confronto sull’identità locale, confermando la vocazione itinerante di un progetto che fa dialogare passato e presente.

Un festival che unisce ricerca e innovazione

Nato nel 2021 e già approdato a Fumone, Alatri, Ceccano e Jenne, il festival rivendica la centralità delle radici come "nettare vitale" contro l’oblio. Sotto la direzione artistica di Mattia Dell’Uomo, l’ensemble I Trillanti propone la visione di Tradizione 2.0: da un lato la raccolta rigorosa di canti e suoni preservati da pochi anziani custodi, dall’altro nuove trame sonore capaci di parlare al presente senza rinunciare a strumenti e danze storiche.

Il programma: suoni, danze e laboratori

Venerdì 31 luglio si parte con i laboratori creativi di burattini guidati da Martina Fanfarillo, quindi l’immersione nei ritmi campani con la tammurriata di Vincenzo Romano e Laura Paolillo. In serata, spazio alle solenni zampogne della Val di Comino con il Calamus Quintet e ai suoni della Campania con Romano e Paolillo.

Sabato 1 agosto è dedicato al ritmo condiviso: dopo i laboratori di canto e danza incentrati sul saltarello alla ciociara, Mattia Dell’Uomo conduce un workshop sui tamburi a cornice, cuore della sua ricerca etnomusicologica. In chiusura, grande concerto serale de I Trillanti feat. Alessandro D’Alessandro, per valorizzare i repertori del Lazio meridionale con un linguaggio attuale.

Domenica 2 agosto la festa si fa comunità: arrivano le tarantelle del Gargano con i Sandalucì e il raduno degli stornellatori spontanei, dove il confine tra palco e pubblico si annulla.

La ciocia come simbolo identitario

Per gli organizzatori, la ciocia è un emblema da portare ovunque: «Se c’è un luogo che la ciocia deve ancora solcare, non ci è giunta ancora notizia che questo luogo esista». L’obiettivo è trasformare questo segno della tradizione in un marchio di qualità turistica e culturale, rilanciando riti, leggende e saperi popolari. L’invito è aperto a residenti, appassionati e visitatori: come ricorda Mattia Dell’Uomo, la cultura popolare custodisce l’anima di una comunità e il suono del tamburo resta un richiamo potente per tutti.