“È stato provato che i cinghiali non entrano in città per i rifiuti ma per il cibo. Vanno a piazza Mazzini non per i cassonetti, ma perché è piena di ghiande. I cinghiali quando sentono gli odori rovesciano i cassonetti”, a dirlo è l’assessore all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, Sabrina Alfonsi, durante la Commissione capitolina sul Giubileo di lunedì.
Sullo stesso tema Alfonsi ha aggiunto: "Questi sono i mesi peggiori perché in questo periodo i cinghiali non trovano da mangiare in quanto c’è un problema importante nei parchi fuori Roma di alimentazione, e quindi si spingono in città per il cibo. Inoltre, le femmine sono incinta e hanno ancor più bisogno di cibo”.
Dichiarazioni a cui ha risposto l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), che si chiede: “Quali sono le fonti scientifiche, non citate dall’assessore, che proverebbero questa affermazione?”. La delegata dell’Oipa di Roma, Rita Corboli commenta: “L’assessore continua a negare l’evidenza e continua a non farsi carico delle sue responsabilità. Roma ancora è vittima di una raccolta rifiuti insufficiente e inadeguata, che attira i cinghiali nell’abitato. Per Alfonsi ora la colpa sarebbe delle ghiande capitoline, che attirerebbero gli ungulati i quali le preferirebbero a quelle dei boschi e delle campagne”.
Conclude l’Oipa: “Aspettando tempi migliori per la raccolta rifiuti a Roma, e per i cinghiali, l’Oipa torna a sottolineare che il non corretto smaltimento dei rifiuti in alcune zone di Roma è l’unica causa dell’arrivo degli ungulati in città e che laddove si è adottato il sistema di raccolta porta a porta il problema della presenza dei cinghiali nelle zone urbanizzate non si presenta”.
G.