Una nuova legge regionale potrebbe trasformare il volto di Roma, dando nuova vita ai numerosi cinema chiusi e abbandonati da anni. Dopo decenni di degrado, le sale cinematografiche inattive da almeno 15 anni potranno cambiare destinazione d’uso, diventando supermercati, ristoranti o altre attività commerciali. Questa misura mira a combattere l’abbandono urbano e a rilanciare il tessuto economico cittadino. Sebbene l’iniziativa abbia suscitato critiche da parte di alcune associazioni civiche, il sostegno dei proprietari immobiliari e di numerosi operatori del settore culturale sembra garantire un rapido iter di approvazione.
L’abbandono dei cinema storici a Roma
Negli ultimi anni, Roma ha visto la chiusura di oltre 50 sale cinema storiche, molte delle quali un tempo erano simboli culturali della città. Il declino del settore è stato accelerato dall’avvento delle piattaforme di streaming, dalla crescita della TV digitale e, più recentemente, dalla pandemia di Covid-19.
Esempi emblematici includono il Metropolitan di via del Corso, il Fiamma di via Bissolati e l’Embassy dei Parioli, che hanno cessato l’attività lasciando dietro di sé spazi inutilizzati.
Questi luoghi, un tempo fucine di cultura e aggregazione, sono diventati simboli di degrado urbano, spesso utilizzati come rifugi di fortuna o lasciati in balia dell’incuria. Il vincolo di destinazione d’uso, che impediva la riconversione di questi spazi, ha contribuito al perpetuarsi della situazione.
Cosa prevede la nuova legge regionale
Come evidenzia il Corriere, la proposta di legge, avanzata dall’assessore all’Urbanistica Pasquale Ciacciarelli, punta a risolvere il problema consentendo la riconversione degli edifici che ospitavano cinema chiusi da almeno 15 anni.
Questa misura permetterà ai proprietari di trasformare le sale in attività commerciali, come supermercati, negozi o ristoranti, con l’obiettivo di ridurre il degrado e incentivare nuovi investimenti.
Secondo Massimo Arcangeli, segretario dell’Anec Lazio, la legge rappresenta una soluzione pragmatica per affrontare un problema che ha penalizzato la città per troppo tempo.
Tuttavia, il testo della legge prevede anche una tutela per le sale cinematografiche ancora operative, limitando la possibilità di cambio d’uso a strutture chiuse da almeno 15 anni.