Un doppio vademecum per scoprire in bicicletta il litorale laziale attraverso i luoghi che hanno ispirato Federico Fellini, dalla costa fino al cuore di Roma. A firmarlo sono Romano Puglisi, autore di cicloguide, e Anna Longo, giornalista culturale e presidente della sezione litorale romano di Italia Nostra. La guida, edita da deiMerangoli, si intitola «Fellini guarda il mare - Ciclovia Dolcespiaggia» e mette in relazione mare, spiagge, paesaggi e borghi con i set del Maestro, all’interno di un territorio in gran parte compreso nella riserva statale istituita nel 1996 e fortemente voluta da Antonio Cederna.
Un itinerario tra cinema e paesaggio
Il progetto raccoglie in due volumi percorsi ciclabili pensati per collegare, tappa dopo tappa, luoghi felliniani, emergenze ambientali, storia e archeologia. La proposta si muove da Ostia a Fregene, dall’Eur a Marconi, dalla foce del Tevere ai siti archeologici, offrendo al lettore-ciclista uno sguardo che alterna l’emozione del set alla lettura critica del territorio. Oltre a suggerire come raggiungere i punti d’interesse, il lavoro rimarca le peculiarità dei paesaggi costieri e delle identità locali, senza tralasciare le criticità che attendono interventi risolutivi da parte delle istituzioni.
Il primo volume: dal mare del nord del litorale a Fiumicino
Il primo volume, pubblicato in edizione aggiornata nel 2025 con i contributi di Franco Medici, Giuseppe Cederna, Antonio Dalla Venezia e Vittorio Emiliani, parte da Santa Severa, attraversa Cerenova, Marina di San Nicola, Passoscuro, Maccarese e Ponte Galeria, per arrivare a Fiumicino. Lungo il tragitto si incontrano 22 siti di interesse cinematografico: cuore simbolico è la Dolcespiaggia di Passoscuro, sfondo de La dolce vita e baricentro ideale dell’intero percorso. Tra le location ricordate figurano le dune di Focene del Satyricon, la pineta monumentale di Fregene de Lo sceicco bianco, ancora Fregene con Giulietta degli spiriti, il borgo Valadier di Fiumicino de La strada e le memorabili scene di Amarcord sul canale di Traiano.
Oltre alla mappatura cinematografica, la guida dedica spazio ai consigli per chi viaggia con i bambini, alle note tecniche per affrontare piccoli imprevisti come problemi ai freni o l’incontro con cani non custoditi, e a indicazioni pratiche sull’intermodalità bici+treno/metro per pianificare al meglio le uscite.
«Ciclovia dolcespiaggia volume 2»: Ostia e l'Urbe
Il secondo volume, arricchito dai testi inediti di Alessandro d’Alessio (direttore del Parco archeologico di Ostia Antica), Massimiliano Fuksas, Dante Ferretti e Vittorio Emiliani, si muove verso Ostia e poi nel cuore dell’Urbe, tra il corso del Tevere, l’Eur e la Basilica di San Paolo fuori le Mura. L’itinerario parte da Fiumicino e si dirama in due direzioni: la prima verso il territorio di Ostia, la seconda verso Roma.
Dopo Isola Sacra, la Ciclovia Dolcespiaggia approda a Ostia, dove una variante ampia conduce alla scoperta del borgo di Ostia Antica e del Parco archeologico. Le prime tappe toccano l’area dell’Idroscalo e il Chm - Centro habitat mediterraneo Lipu di Ostia, nei pressi della foce del Tevere, dove sono state girate alcune sequenze di 8½. Lungo il lungomare di Ostia si ritrovano luoghi come il bar de I vitelloni, nel centro storico, dove Fellini ricostruì la Rimini della sua adolescenza. Dopo Castel Fusano si raggiunge Ostia Antica, dove archeologia e cinema si intrecciano in diverse scene di Amarcord, inclusa la sequenza in via Capo Due Rami in cui lo zio Teo si arrampica su un albero e urla «Voglio una donnaaa!».
Verso Roma: lungo il Tevere, dall’Eur a San Paolo
La direttrice che risale il Tevere verso Roma utilizza prevalentemente itinerari ciclabili come la Regina ciclarum e la ciclabile Tevere Sud, tra testimonianze di pregio come il museo delle navi romane e l’area di Portus, e luoghi ad alta valenza ambientale come l’oasi del «Fiume morto». Il percorso restituisce la Roma degli anni Sessanta, quando la cementificazione non era ancora dominante e il Gra era in costruzione, richiamando alla memoria una celebre scena de I vitelloni girata proprio sul cantiere dell’anello autostradale.
Si arriva quindi all’Eur, quartiere a lungo amato da Fellini e set privilegiato per Le tentazioni del dottor Antonio, episodio di Boccaccio '70, La dolce vita e Giulietta degli spiriti. Qui rivivono le sequenze al Palazzo dei Congressi, quelle nel giardino delle cascate del parco del laghetto e le visioni dello spiazzo dove oggi sorge la Nuvola di Massimiliano Fuksas. Lasciato l’Eur, la traccia tocca l’ex cinodromo Marconi, dove in La strada viene allestito il circo con Gelsomina, Zampanò e «il Matto». Ultima tappa con il magnifico fondale della Basilica di San Paolo, richiamando la scena, sempre da La strada, in cui Gelsomina attende l’uscita di Zampanò dal carcere.
Strumenti e accorgimenti per chi pedala
La guida non si limita alla narrazione: offre suggerimenti pratici per programmare e vivere l’itinerario in sicurezza. Sono presenti indicazioni sull’uso dell’intermodalità bici+treno/metro utile a concatenare le tappe senza stress, e note tecniche su imprevisti di manutenzione e convivenza con la fauna urbana, elementi spesso decisivi per un’uscita serena con famiglie e bambini.
deiMerangoli: un’identità editoriale legata a Roma
Fondata nel 2015, la casa editrice deiMerangoli promuove cultura spaziando tra saggistica, narrativa, libri d’arte, poesia, viaggi e graphic novel, con attenzione a trasversalità, impegno sociale e sostenibilità ambientale. I merangoli, gli aranci amari che decorano scorci della Capitale come il cortile dei Merangoli nel complesso di Santa Maria dell’Orto a Trastevere, ispirano nome e filosofia dell’editore, rinsaldando un legame tra storia, arte e territorio che fa da cornice naturale a un progetto editoriale profondamente radicato a Roma e nel Lazio.
Uno sguardo al futuro: rete sostenibile tra Ostia e Fiumicino
In appendice al lavoro, gli autori segnalano uno spunto progettuale in via di definizione per collegare in modo sostenibile i principali siti archeologici di Ostia e Fiumicino. Un tassello che, se attuato, amplierebbe l’accessibilità ciclabile e la lettura integrata di un territorio in cui cultura, paesaggio e memoria cinematografica si rispecchiano senza soluzione di continuità.