Chiude il nido e i genitori protestano: “Salviamolo”. Una protesta come diverse se ne sono già viste nel corso del tempo purtroppo nella Capitale non solo: ma in questo caso con un aggravante, quella che è riferita ad una carenza strutturale che riguarda soprattutto una fascia d'età di cittadini quelli che frequentano il nido, che defin bisognosi e quantomeno scontato.
Chiude il nido e i genitori protestano
Stiamo parlando della chiusura di un nido rispetto al quale i genitori stanno protestando con veemenza. una protesta relativa alla chiusura di un presidio formativo rispetto alla cui fine si stanno battendo genitori e anche lo stesso personale.
Lunedì 10 marzo le famiglie saranno in presenza insieme al personale educativo e ausiliario del nido del San Giovanni Addolorata, che dal prossimo anno non potrà più accogliere i piccoli Per più di 15 anni il nido “Il giardino magico” dell’ospedale San Giovanni Addolorata, in via Santo Stefano Rotondo, ha accolto i più piccoli in una struttura privata convenzionata. Da settembre non potrà più farlo, visto che la struttura che lo ospita sarà interessata da lavori di adeguamento antisismico che dureranno fino al 2027.
Una notizia che ha gettato il terrore le famiglie, che intendono battersi per impedire la chiusura del nido, considerato un “servizio essenziale” a cui non vogliono rinunciare. Lo ribadiranno anche lunedì 10 marzo, in occasione di un presidio organizzato per le 9 fuori dalla struttura, per protestare contro la chiusura insieme al personale del nido.
“Il nido nasce come aziendale per i dipendenti dell’ospedale San Giovanni – spiegano i genitori - ma ha accolto nel tempo anche bambini del bacino comunale e dal privato. Non solo è un polo di eccellenza riconosciuta ma è necessario a colmare un fabbisogno assolutamente non soddisfatto con le strutture esistenti anche guardando all’intero municipio”.
Sono 37, al momento, i bambini che frequentano la struttura. E che dal prossimo anno non potranno più farlo: “Molti bimbi e anche le educatrici e le ausiliarie – sottolineano a questo proposito le famiglie - neppure sanno se e dove potranno trovare collocazione. Si tratta di una decisione che ha buttato nella disperazione genitori e personale”.
A impegnarsi per cercare di portare avanti il progetto in un’altra sede era stata anche l’assessora alla Scuola del Comune di Roma, Claudia Pratelli: “Contiamo in una positiva interlocuzione con l'Azienda ospedaliera per ricercare una soluzione che possa garantire il proseguimento di questa virtuosa esperienza per tutti gli utenti – aveva spiegato - eventualmente in altri spazi a loro disposizione. Inoltre stiamo seguendo la delicata situazione del personale, garantendo l'incontro con i rappresentanti sindacali al fine di incoraggiare una risoluzione da parte dell'impresa datrice di lavoro, che possa tutelarli".